Nonna Peppina

Giuseppa Fattori, per gli amici Peppina, ha 95 anni e vive a Fiastra da circa 73 anni.

Peppina è arrivata a Fiastra per amore e qui è rimasta per una vita intera fino al sisma che lo scorso anno ha colpito il centro Italia. Non ha lasciato la sua terra neanche in quel momento e ha voluto tenere le radici lì dove aveva deciso di piantarle 73 anni prima all’età di 22 anni e novella sposa. Da quel momento di cose ne sono cambiate, ma il suo spirito manifesta l’energia di una giovane donna. Peppina, infatti, pur di non lasciare Fiastra, ha continuato a vivere in una casetta di legno costruita dai suoi familiari in un terreno edificabile di sua proprietà. Qualcosa, però, non fila liscio. La casetta, infatti, sembra essere abusiva e Peppina è costretta a lasciare in lacrime quella che era diventata la sua nuova casa.

Il primo Ottobre, stando quanto riportato dai presenti, è scaduta la proroga di 15 giorni prima del sequestro della struttura secondo quanto disposto dalla Procura di Macerata. Il Sequestro, d’altro canto, sembra essere congelato in attesa della decisione del Tribunale del Riesame. Una decisione sofferta che ha messo a dura prova quella che tutti potremmo definire la nonnina nazionale.

Sono state tante le manifestazioni di affetto e solidarietà provenienti da tv, giornali e social. Insomma, Peppina è un vero e proprio tornado e non si arrende. Abile in cucina e forte di un amore profondo per la propria terra afferma: “Mi porteranno via da casa mia solo in manette. O da morta”. Non sono mancati i commenti delle figlie della nonnina di Fiastra. “Lo stato Italiano è morto!”. Queste le dure parole di una delle figlie di Peppina, le quali hanno per fino scritto una lettera a Papa Francesco. I social sono ormai dalla parte di Nonna Peppina. Quale sarà la decisione del Tribunale?

Ilaria Di Blasio

Questioni di priorità

Questi giorni per la nostra penisola non sono propriamente facili.

Il centro Italia è martoriato da continue scosse di terremoto che, ormai, non fanno più vittime tra la popolazione solo per il fatto che la gente è talmente spaventata dalla scossa di fine Agosto che in casa non ci sta praticamente mai e ora ci staranno, purtroppo, ancora meno. Se non ci sono danni alle persone, ciò non toglie che i danni alle città e ai paesi, nonché ai beni culturali e artistici del luogo non siano pochi, anzi, sono molti e gravi.

In tutto ciò il governo sta cercando di rispondere il più velocemente possibile, fornendo camere d’albergo per chi può o vuole allontanarsi dalla propria casa e nei prossimi giorni, si dice, anche fornendo tende per chi vuole o deve restare in quei luoghi; ricordiamoci che ci sono molti imprenditori agricoli che hanno animali da accudire ed allevare e che non possono abbandonare se non per qualche ora.

I primi calcoli sui costi dei danni sono molto ingenti e, probabilmente, non potranno che salire ora dopo ora.

La prima cosa che è stata annunciata è che il Patto di Stabilità che l’Italia ha assunto nei confronti dell’Europa non sarà un problema e i fondi che dovranno essere utilizzati per permettere la ricostruzione saranno utilizzati senza pensarci troppo –come dare torto a una scelta del genere?-.

Eppure più voci si sono susseguite nelle ultime ore, alcune delle quali affermano, invece, esattamente il contrario di quanto appena detto: ovvero che l’Europa sarebbe indifferente alle difficoltà che stiamo correndo noi Italiani e sarebbe più legata all’asetticità dei calcoli matematici ed economici anche perché in fin dei conti sarebbe anche ora che “i conti tornassero”.

L’Europa, con le sue istituzioni, si è impegnata, però, a dare la sua versione dei fatti.

La portavoce della Commissione Europea Annika Breidthardt ha affermato che l’Europa non specula su certi disastri e non l’ha mai fatto anche in passato: come nelle ipotesi del terremoto dell’Emilia o ancora prima con quello dell’Abruzzo.

Le voci che danno contro all’Europa, questa volta almeno, sarebbero becero populismo, compiuto solo per cercare di creare alternative politiche anche in momenti in cui di politica non si dovrebbe parlare, ma si dovrebbe porre l’attenzione sui problemi dei cittadini.

Anche il Commissario Christos Stylianides ha assicurato come la Commissione, e non solo, rimane pronta ad aiutarci e di come il Centro di Coordinamento delle Risposte di Emergenza della Commissione abbia già consegnato alle autorità italiane trentuno mappe di rilevazione satellitare, ovvero quelle che le erano state richieste.

Una volta tanto bisogna cercare di sperare che veramente i problemi economici possano stare in secondo piano e si possa prima di tutto pensare ai bisogni di un popolo ferito e martoriato.

Per il patto di stabilità ci sarà tempo…

 

 

Alberto Lanzetti