Enzo Tortora: la giustizia ingiusta

Il 18 maggio 1988, a 59 anni muore Enzo Tortora, conduttore televisivo, autore e giornalista. Volto storico della Rai, è considerato con Bongiorno, Corrado e Baudo uno dei padri della televisione italiana. Nel 1983 l’accusa di far parte della Nuova Camorra Organizzata e di essere un corriere della droga.

Il 18 maggio 1988, a 59 anni muore Enzo Tortora, conduttore televisivo, autore e giornalista. Volto storico della Rai, è considerato con Bongiorno, Corrado e Baudo uno dei padri della televisione italiana. Protagonista di una televisione d’altri tempi, tra gli anni 60’ ed 80’, fra alti e bassi nel suo rapporto con la TV di Stato, riscontra un grandissimo successo di pubblico. Riesce nell’impresa di far toccare i 26 milioni di spettatori col suo Portobello sulla Rete2 (oggi Rai2). Ed è proprio all’apice di questo successo che si innesca la bomba: è l’accusa di far parte della Nuova Camorra Organizzata e di essere un corriere della droga.

Ci vorranno quattro anni per dimostrare la sua innocenza, tra i quali 7 mesi di carcere e molti altri ai domiciliari nella sua casa in via Piatti, non lontana dal Duomo di Milano. “Il sacrificio di Enzo” come lo chiama la figlia Silvia, comincia il 17 giugno 1983. Il volto di “Portobello” è all’apice del successo. La sua trasmissione ha appena raggiunto un record telespettatori che difficilmente verrà battuto. Quel giorno il conduttore avrebbe dovuto firmare il contratto per una nuova edizione. Alle 4 di notte, però, i carabinieri bussano alla stanza dell’Hotel Plaza di Roma, e lo arrestano. Per trasferirlo nel carcere di Regina Coeli i militari aspettano la mattina e cameramen e fotografi lo possono così riprendere con le manette ai polsi. Una immagine che dopo 30 anni è ancora indelebile per molti. Quel 17 giugno vengono eseguiti altri 855 ordini di cattura emessi dalla Procura di Napoli nei confronti di presunti affiliati alla nuova Camorra Organizzata, capitana da Raffaele Cutulo. A muovere le accuse contro il presentatore sono due ‘pentiti’ dell’organizzazione Pasquale Barra e Giovanni Pandico, poi a catena si aggiungono altri 17 testimoni. Si scopre in seguito che pentiti e testimoni potevano liberamente comunicare mentre erano nella caserma di Napoli. Ad ‘inchiodare’ l’uomo di spettacolo è una agendina con il suo nome, in realtà vi era scritto Tortona e non Tortora, e dei centrini di seta inviati dal carcere dallo stesso Pandico a Portobello che i responsabili della trasmissione smarrirono. Il 17 settembre 1985 il presentatore è condannato a 10 anni di reclusione per associazione a delinquere di tipo mafioso e traffico di stupefacenti. Nell’appello il 15 settembre 1986 altri giudici napoletani ribaltano la sentenza e lo assolvono con formula piena. Tortora torna a presentare il suo Portobello il 20 febbraio 1987 e apre la trasmissione con una frase che diventa celebre: “Dunque, dove eravamo rimasti?”. A mettere fine alla vicenda giudiziaria è la Cassazione che conferma il secondo grado di giudizio il 13 giugno 1987. Un anno prima della sua morte. Durante il primo processo Tortora, con un passato nelle file del Partito liberale, viene eletto europarlamentare col partito dei Radicali, divenendone successivamente presidente, guidandolo alla vittoria nel Referendum sulla responsabilità civile dei magistrati del 1987 a seguito del quale venne approvata la legge Vassalli.

Salvatore Vergone

Nel nome di Lula

Lula, all’anagrafe Luis Inacio Lula da Silva, è stato per due mandati (dal primo gennaio 2003 al 2011) presidente della Brasile e ha ricoperto, da ultimo, la carica di Ministro della Casa Civil del Brasile. Continua a leggere “Nel nome di Lula”

Scenario post-elettorale: chi sarà il nuovo Premier?

I cittadini lunedì scorso si sono svegliati con una nuova aria: il segnale c’è stato, via il vecchio (Renzi, Berlusconi, ecc.), avanti con i nuovi, Di Maio e Salvini, che si sono divisi l’Italia.

Il M5S sfonda al sud, la Lega conquista centro-nord; Renzi e il PD non si aspettavano un risultato così negativo che ha portato alle dimissioni il segretario del Partito Democratico.

Berlusconi non è più quello di una volta, potrebbe essere al capolinea: chissà se sarà proprio questo l’epilogo del berlusconismo, dilagante in Italia fino a pochi anni or sono.

Grasso (così come Liberi e Uguali) è nato per succhiare voti al PD e, in parte, ci e riuscito ma, come si è visto, LEU non ha futuro: destinato a sciogliersi con la stessa rapidità con cui si è venuto a formare.

La situazione italiana è tragica: il centrodestra può arrivare alla maggioranza con i fuoriusciti dal M5S; il M5S, d’altro canto, potrebbe governare col PD o con la Lega ma lo scenario non sembra migliorare troppo.

Non resta che affidarci alla saggezza del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che avrà un compito arduo: trovare una maggioranza e formare un governo.

Valerio Del Signore

Mai dire Polonia

Tre anni di reclusione per chi parla di “campi polacchi” nel riferirsi ai lager nazisti. E scoppia la polemica internazionale.

È stata definitivamente approvata con il voto del Senato polacco (57 voti favorevoli e 23 contrari) la legge voluta dal governo nazional-conservatore che vieta non solo ogni definizione campi della morte nazisti come “campi della morte polacchi”, ma proibisce anche di parlare di qualsiasi caso di complicità di singoli polacchi o di gruppi di polacchi con l´esecuzione dell´Olocausto. Per i trasgressori prevista una pena fino a 3 anni di reclusione. Continua a leggere “Mai dire Polonia”

In cosa consiste la proposta del Rosatellum Bis

A pochi mesi dalla scadenza naturale della legislatura si torna a parlare di legge elettorale. La base è quella del cosiddetto Rosatellum con sostanziali modifiche. Questa nuova legge è un misto tra proporzionale e maggioritario, sistema comunque già utilizzato tra il 1993 ed il 2005.

In questa nuova proposta abbiamo l’assegnazione del 36% dei seggi con il maggioritario basato sui collegi uninominali, quindi collegi dove un partito presenta un solo candidato, mentre il restante 64% viene assegnato con il metodo proporzionale, e quindi saranno cosi assegnati 231 seggi alla Camera dei Deputati e 102 al Senato eletto con i collegi. La differenza sostanziale sta nel fatto che mentre questo è un sistema misto, il sistema attuale è invece un proporzionale puro, è la presenza di numerosi collegi che andrà a favorire la formazione delle coalizioni. Di fatti nei collegi uninimominali verrà eletto chi avrà preso anche solo più di un voto dell’avversario. Chiaramente questo favorisce le coalizioni in quanto conviene a tutti accordarsi sul candidato più forte, cosi esattamente come avveniva con il Mattarellum.

Altri dettagli concernenti il Rosatellum sono la soglia di sbarramento al 3% per chi si presenta da soli e del 10% per chi invece si presenta in coalizione. Non è ammesso il voto disgiunto, cioè votare un candidato al collegio uninominale e una lista diversa da una quelle che lo sostengono. L’elettore quindi avrà un solo voto a disposizione: scegliendo un candidato nel collegio uninominale si voterà automaticamente anche il listino proporzionale della coalizione che lo appoggia. Questi listini saranno corti: avranno al massimo dai 2 ai 4 candidati (con una proporzione di genere che dovrà essere almeno del 60-40 per cento). Al momento del voto, l’elettore si troverà di fronte a una scheda con il nome del candidato nel collegio uninominale e sotto i simboli dei partiti della coalizione che lo appoggia, ognuno accompagnato dai nomi del listino proporzionale del singolo partito. L’elettore sceglierà il candidato uninominale che preferisce e dovrà barrare il simbolo del partito della coalizione che lo appoggia a cui vuole destinare il suo voto proporzionale. Se decide di barrare soltanto il nome del candidato al collegio uninominale, senza scegliere nessuna delle liste che lo appoggiano, il suo voto sarà distribuito in maniera proporzionale a seconda di quanti voti hanno ricevuto le varie liste della coalizione (significa che, in sostanza, è meglio barrare la propria lista favorita, altrimenti il nostro voto sarà assegnato automaticamente).

Dott. Alessandro Pagliuca