Salvini determinato nella creazione di un partito unico di Centrodestra.

Il ministro dell’interno, Matteo Salvini pensa al futuro e, data la crescita della sua popolarità nei sondaggi, dopo il 5 settembre intende fondare un unico partito di centrodestra. Sarebbe una vera rivoluzionerei il Centrodestra italiano ma i dubbi rimangono: secondo alcuni esperti di politica, Matteo Salvini starebbe pensando di andare ad elezioni anticipate per diventare leader indiscusso del Centrodestra. Bisognerà attendere come tutto ciò riesca a coniugarsi con i pareri di Berlusconi, Tajani e Toti.

 

Valerio Del Signore

Il ritorno del sacchetto

Oggi parleremo di una delle problematiche che tra fine 2017 e inizio 2018 hanno tenuto per la maggiore il pubblico con il fiato sospeso e che pare stia volgendo al termine: il debito pubblico? La riforma della giustizia? La soluzione definitiva all’immigrazione? Niente di tutto ciò, bensì i sacchetti di plastica per i quali pare che tutta la società civile si fosse mobilitata contro quello scempio che era il costo di uno/due centesimi per ogni sacchetto della frutta e della verdura. Spero di non far arrabbiare nessuno con il mio tono sottilmente ironico, anche perché porto buone notizie per tutti. Con tutta la gravità del problema è stato necessario un intervento addirittura del Consiglio di Stato e, successivamente, del Ministero della Salute, ma finalmente il dilemma è stato risolto: i sacchetti di plastica ultraleggeri per la frutta e la verdura potranno essere portati da casa direttamente dal cliente al supermercato e gli operatori del comparto alimentare non potranno impedire tale prassi.

Tuttavia il problema non finisce qui: come si fa con il peso dei sacchetti incriminati? Normalmente le bilance dei superstore sono tarate sui pesi dei sacchetti messi a disposizione direttamente dal negozio e non possono, ovviamente conoscere, le specifiche tecniche di ogni sacchetto trasportato da ciascun acquirente. Il Ministero della Salute si è, però, già pronunciato affermando che pare opportuno “acquisire l’avviso del ministero dello Sviluppo economico, le cui valutazioni sono da considerarsi rilevanti ai fini dell’operatività dei chiarimenti forniti con la presente circolare” (per l’appunto quella che permette l’uso di sacchetti personali).

Il presidente Codacons Carlo Rienzi ha mostrato tutta la sua soddisfazione per la scelta non mancando di sottolineare come se da un lato sia giusto garantire igienicità nei punti vendita, sia, d’altronde, altrettanto giusto assicurare la libera reperibilità dei biosacchetti. Giustizia è fatta!

Alberto Lanzetti

Anche Giuri si adeguerà?

Da buon studente di Giurisprudenza, quale sono, mi sono sempre sentito abbastanza fortunato a non dover sostenere un test d’ingresso per poter iscrivermi alla mia Università. Il ragionamento deriva anche dal fatto che durante l’estate in cui ho sostenuto la maturità classica, l’ultima cosa che avevo intenzione di fare era studiare. Voi mi potrete chiamare pigro o svogliato, ma io mi sono sempre, invece, ritenuto fortunato, perché la Facoltà che avevo scelto mi stava permettendo anche di divertirmi di più d’estate e non “impanicarmi” sui libri.

Le cose, però, potrebbero cambiare, o almeno così si dice da un bel po’ di tempo a questa parte.

I vari governi che si sono succeduti negli ultimi anni hanno sempre vociato in merito alla possibilità che anche a giurisprudenza si potesse mettere un test d’ingresso.

Ultimamente ha preso la parola sul tema Piercamillo Davigo, presidente dell’Associazione Nazionale Magistrati, il quale ha affermato che in Italia abbiamo il più alto numero di processi di tutta Europa, inoltre ha specificato anche che un terzo degli avvocati di tutta Europa sono italiani. Il primo provvedimento che si dovrebbe prendere sarebbe quello di dimezzare il numero dei processi, soluzione che si potrebbe ottenere solo con una depenalizzazione più accorta di quella che è stata compiuta fino ad adesso. In questo modo, tuttavia si dimezzerebbe anche il reddito degli avvocati e ciò, nel tempo, comporterebbe una “selezione naturale” la quale porterebbe alla drastica riduzione del numero degli appartenenti alla classe, prima, e del numero degli studenti di diritto, poi.

Sul tema è intervenuto anche l’attuale ministro della Giustizia Andrea Orlando, che, invece, ha sottolineato come la categoria forense sia una parte importante della giurisdizione e come il problema non si risolva solo coi tagli, ma anche e soprattutto con la responsabilizzazione della classe forense.

l’argomento è delicato: sarebbe corretto chiudere le porte aperte dell’università dello ius?

Da studente posso dire che la paura di rimanere, dopo la laurea, in un “limbo” fatto di lavoretti in studi legali e paghe che danno tutto tranne che sicurezza c’è, tuttavia è anche vero che la selezione naturale a cui si accennava prima sono convinto che nel mondo del lavoro sia già in atto. Essendo il mercato del lavoro del settore già ricolmo di persone chi è competente emerge dalle sabbie mobili e può farcela.

Molti mi additeranno come un disincantato fuori dal tempo, anche perché in tanti pensano che: “là fuori sia una giungla”.

D’altro canto, cercando di analizzare la situazione pragmatica anche molti studenti, che come me, non hanno sostenuto alcun test d’ingresso, arrivati al terzo o quarto anno invocano alla chiusura.

“C’è bisogno di fare selezione fin da subito”, “Non si può andare avanti con questi numeri di iscritti”, “Molti si fermano a giurisprudenza solo perché non ha il test d’ingresso, sarebbe ora di finirla” sono le frasi più sentite quando si parla dell’argomento tra i corridoi.

La soluzione non è certo facile, ma nel mentre io avrei una domanda per il ministro Orlando: “Di preciso cosa significa che la classe degli avvocati si dovrebbe responsabilizzare?”. Mi sembra tanto come una frase fatta, detta solo per prendere tempo e non rispondere ad un argomento a cui non si saprebbe trovare una soluzione.

 

 

Alberto Lanzetti