Rifiuti speciali e diritto penale

Nella mattina del 30 settembre le forze dell’ordine hanno scoperto un vasto incendio di rifiuti tossici sulle rive dell’Aniene. La colonna di fumo all’altezza di via Salaria ( Roma) , infatti, non è passata inosservata ed ha attirato immediatamente l’attenzione di civili e militari. I Carabinieri ed il Nucleo Investigativo del Gruppo Forestale hanno scovato l’origine dell’ incendio in un accampamento nascosto lungo le sponde del fiume Aniene. I militari hanno sorpreso due uomini, entrambi senza fissa dimora e con precedenti, mentre erano alle prese con un incendio di rifiuti speciali. I due, infatti, stavano bruciando materiale plastico e ferroso ed i Carabinieri hanno rinvenuto circa 10 kg di rame, ricavati dalla combustione di cavi elettrici. I due uomini sono stati tempestivamente arrestati e dovranno rispondere di incendio di rifiuti pericolosi. L’incendio, avvenuto sulle rive del fiume capitolino, riporta alla luce temi giuridici complessi: diritto a vivere in un ambiente salubre, salvaguardia dell’ambiente e diritto alla salute. Negli ultimi anni, infatti, il diritto penale ha sviluppato un’opera di revisione dei reati ambientali con una particolare attenzione alla tematica dello smaltimento dei rifiuti pericolosi. Molti passi avanti, però, devono essere ancora compiuti ed è auspicabile una maggiore sensibilizzazione sul tema del diritto ambientale.

Dott. Ilaria Di Blasio
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Milleproroghe e vaccini: slitta l’obbligo di vaccinazione per l’accesso alla scuola dell’infanzia.

Con 149 voti favorevoli, 110 contrari e 1 astenuto e’ passato al Senato l’emendamento che fa slittare di un anno l’obbligo di presentare i certificati vaccinali per l’iscrizione alla scuola dell’infanzia e agli asili nido.

La copertura vaccinale, secondo recenti studi, è migliorata. Infatti, dopo l’introduzione della legge voluta dalla Lorenzin, sono cresciute le vaccinazioni contro il morbillo ed in generale si è registrato un sensibile aumento per tutti i vaccini, siano essi obbligatori o non obbligatori.

In alcune regioni, però, emerge ancora un dato preoccupante. Per tale ragione, come afferma il direttore del Dipartimento malattie infettive dell’Istituto superiore di sanità, Gianni Rezza, eliminare l’obbligo vaccinale per la frequenza scolastica del prossimo anno può essere rischioso.

Il rinvio deciso con il Milleproroghe potrebbe ora determinare dei rischi, avverte però Rezza: “Sono migliaia, circa diecimila, anche se non c’è una stima precisa, i bambini italiani immunodepressi o con patologie e che, per questo, non possono essere vaccinati. Lo stop all’obbligo vaccinale per la frequenza nel prossimo anno scolastico a nidi e materne mette a rischio soprattutto loro, per il pericolo che altri bambini non vaccinati possano divenire vettori di malattie per questa fascia più debole”.

Ilaria Di Blasio

Il diritto dei beni culturali al tempo dei mondiali di calcio.

Siamo a Roma ed è un giorno di ordinaria follia. L’Italia è fuori dai mondiali, ma Roma accoglie i festeggiamenti dei neocampioni del mondo. Tra l’accolgiere ed il subire, però, la linea è sottile.

Arriva il fischio finale  e si scatena la festa dei tifosi francesi. Arrivano in massa a Campo de fiori e si immergono nella fontana della piazza, la scalano fino ad arrivare in vetta e scatenano il delirio, provocando danni al monumento. “Sembra il sacco di Roma”, così ha commentato Sgarbi, critico d’arte.
La festa dei tifosi francesi, però, ricorda scene già viste ai danni della Barcaccia di piazza di Spagna che nel 2015 ha subito l’assalto dei tifosi del Feyenoord.
Roma subisce l’ennesimo attacco alla sua grande bellezza.
Negli ultimi mesi, come se non bastasse, le fontane di Roma sono state prese d’assalto per gli osceni bagni estivi di egocentrici personaggi televisivi, i quali sono stati sanzionati con una mera multa.
Le amministrazioni nel tempo, dal canto loro, non sono intervenute in modo significativo.
Esiste, infatti, una sfera del diritto che tutela il patrimonio artistico e culturale ( tutela che si estende anche al diritto penale) che ad oggi non sembra esser pienamente rispettato e che, tuttavia, visti i recenti episodi, necessita di essere revisionato, prevedendo sanzioni più severe per chiunque deturpi un bene di valore artistico e culturale.
Ilaria di Blasio

AC Milan e break-even rule

La camera giudicante dell’Organo di Controllo Finanziario per Club, presieduta da José Narciso da Cunha Rodrigues, ha preso la sua decisione sul caso AC Milan per la violazione delle norme del fair play finanziario, in particolar modo per la violazione della break-even rule. Il club rossonero, secondo quanto affermato dalla sentenza Uefa, “non potrà partecipare alla prossima competizione europea a cui è qualificato”. Per i rossoneri, sette volte campione d’Europa,  resta la possibilità di presentare ricorso entro dieci giorni dalla ricezione della decisione. Detto fatto ! Il Milan poche ore dopo la sentenza Uefa ha presentato il proprio ricorso al Tas, comunicandolo ufficialmente sul sito web ufficiale: “L’Adjudicatory Chamber del Club Financial Control Body (CFCB) dell’UEFA ha deciso di sanzionare AC Milan per le violazioni della normativa sul Financial Fair Play commesse da luglio 2014 a giugno 2017 con un anno di esclusione dalle Competizioni Ufficiali Europee per Club. Nel prendere atto di tale decisione, AC Milan comunica di aver richiesto al proprio pool legale di avviare la procedura di ricorso presso il Tribunale Arbitrale dello Sport di Losanna, confidando in una sollecita revisione del provvedimento”. Le perplessità, infatti, non sono poche e le polemiche impazzano sul web ormai da ore. Appassionati del mondo del calcio restate sintonizzati. Ne vedremo delle belle.

Ilaria Di Blasio

Sgarbi: dalla critica alla satira.

 

Il governo Conte incassa la fiducia, ma le polemiche sono sempre dietro l’ angolo.
“Dove c’è il disordine io prospero e quindi voterò la fiducia al governo”. Ha esordito così Vittorio Sgarbi, critico d’arte e deputato.
Il critico, infatti, sembra ormai cavalcare l’ onda della satira politica in Aula.
Sgarbi, tuttavia, rivolgendosi a Conte ha detto: “Lei è un vicepremier di due vicepremier”, sostenendo che la nomina non sia stata opera di Mattarella, ma di Di Maio così come Salvini ha avuto l’incarico da Berlusconi.
Il critico, d’ altro canto, ci ha abituati a scene simili in televisione. In aula, pero’, durante il discorso prevalevano sguardi stupiti e nell’ aria c’ era  un’ atmosfera burlesca.
Impassibile, invece, e’ stato proprio Giuseppe Conte.
Alla fine del suo discorso dal tono a dir poco provocatorio,  allora,  Sgarbi ha dichiarato di voler votare la fiducia, ma non senza lanciare un ultima provocazione.
” La voterò pienamente per assistere al vostro declino”, riferendosi ai pentastellati
Ilaria Di Blasio

Elisabetta Franchi una di noi

“Sono un avvocato, cerco un lavoro dignitoso”. Queste sono le parole di un giovanissimo avvocato in una lettera pubblicata sul Corriere della Sera. L’avvocato trentenne, originario di Salerno e laureato alla SAPIENZA di Roma, racconta con rammarico la sua esperienza di giovane avvocato a Roma e Milano ed il sogno irraggiungibile di ottenere un’adeguata retribuzione. L’avvocato termina lo sfogo dicendo: ” e’ normale che un giovane come me abbia questi problemi nel chiedere una retribuzione dignitosa? Vorrei che la mia storia venisse raccontata per dare voce a tutti quei ragazzi che, come me, non sono figli di professionisti, non appartengono a famiglie facoltose e sono privi di conoscenze importanti”.

Forse nessuno di noi ha una risposta a questa domanda, ma guardando ad altre esperienze vengono in mente alcuni esempi di donne e uomini che nonostante tutto ce l’hanno fatta. Una donna speciale che ce l’ha fatta, non senza sacrifici, è Elisabetta Franchi. Elisabetta, stilista e mamma, è un esempio e, sebbene si tratti di un ambito lavorativo diverso, la sua storia è degna di nota e può essere un messaggio di speranza per tutti.

Elisabetta Franchi nasce nel 1968 e cresce con una madre forte che con amore e dedizione si occupa da sola dei suoi bambini. Studia con determinazione all’Istituto Aldrovandi Rubbiani di Bologna e  si mantiene con lavori umili che, come lei stessa confessa sui social in un post recente, la  rendono orgogliosa di poter collaborare in famiglia. Nel 1996 Elisabetta apre un piccolo atelier  e nel 1998 nasce la Betty Blue S.p.a., donando vita alla collezione chiamata CELYN b, un nome che rievoca lo stile parigino. Dal 2012 la designer sceglie di firmare con il proprio nome le sue creazioni, dando vita all’omonimo marchio, ELISABETTA FRANCHI. Nel 2013 avviene l’apertura del suo primo showroom direzionale a Milano ed in poco più di un decennio il brand Elisabetta Franchi può vantare una distribuzione capillare in tutto il mondo.  Nel 2013, entra nel Capitale Betty Blue Spa per portare avanti un processo di internalizzazione del brand e, dopo quasi quattro anni di partecipazione, nel 2017, Elisabetta Franchi acquisisce il controllo del 100% della società. Oggi Elisabetta è una mamma, una donna e una stilista ed è diventata tutto questo perchè non ha mai mollato.

“Fare collezioni, gestire un’impresa, sono lavori molto duri: entro alle 8 del mattino ed esco alle 9 di sera, passo in azienda il sabato e la domenica, sacrificando tutto il resto. Ma amo il mio lavoro. E farlo con passione è l’unico modo che conosco.” Queste sono le parole della stessa stilista che raccontano in breve la sua forza di volontà ed il suo spirito di sacrificio che da sempre l’ accompagna. La morale, se proprio vogliamo trovarla, è che se ci credi, se ti impegni, se non molli …. il futuro è nelle tue mani.

Ilaria Di Blasio

Il drone alleato della polizia: scoperta coltivazione di cannabis.

Una serra contenente piante di cannabis, questa è stata scoperta dalla Polizia grazie all’utilizzo di un drone.

 La Squadra mobile di Ragusa e il Commissariato di Vittoria hanno sequestrato droga per un valore stimato in diversi milioni di euro. Infatti, proprio in tal proposito  sono in corso analisi sulla droga al fine  di poterne stimare l’esatto valore commerciale.
La piantagione di cannabis era stata realizzata in serra per oltre 3.500 metri quadrati e per identificare la zona della coltivazione gli investigatori hanno utilizzato un drone.
Durante le operazioni è stato arrestato Carmelo Gurrieri, 53 anni, il quale aveva coltivato, lungo tutto il perimetro, pomodorini ragusani e fave, per nascondere la coltivazione di cannabis. Si tratta di circa 15.000 arbusti, avevano un’altezza compresa i 50 ed i 150 centimetri.
Guerrieri ha ammesso la propria responsabilità, ma non ha fatto parola di eventuali complici e , una volta arrestato, è stato condotto in carcere a disposizione della Procura di Ragusa.
Ilaria Di Blasio