BLOCCO STRADALE: IL REATO REDIVIVO

Il Decreto Legge n. 113 del 2018 (cd. decreto sicurezza), convertito in legge a fine anno, è un provvedimento che introduce molte novità in diverse materie. Tra le tante novità, vi è una modifica al D.lgs. 22 gennaio 1948, n. 66 che si occupa delle “Norme per assicurare la libera circolazione sulle strade ferrate ed ordinarie e la libera navigazione” e che reintroduce il reato di blocco stradale.

Il decreto sicurezza, variando l’art. 1 del predetto d.lgs., ha reso nuovamente reato il blocco stradale (oltre al già previsto blocco di strada ferrata) fatta eccezione per quello su una strada ordinaria attuato mediante ostruzione con il proprio corpo.

La fattispecie era stata depenalizzata dal D.lgs. n. 507 del 1999; prima dell’intervento del decreto sicurezza, la pena detentiva era solo nei confronti dei blocchi di ferrovie o relativamente alla navigazione.

Commetteva reato chiunque, “al fine di impedire od ostacolare la libera circolazione, deponeva o abbandonava congegni o altri oggetti di qualsiasi specie in una strada ferrata, nonché coloro che facevano lo stesso in una zona portuale o nelle acque di fiumi, canali o laghi al fine di ostacolare la libera navigazione o comunque realizzando ostruzione o ingombro”.

A seguito dell’intervento del decreto sicurezza, invece, la reclusione da uno a sei anni è la pena che rischia chi, “al fine di impedire od ostacolare la libera circolazione, colloca o abbandona congegni o altri oggetti di qualsiasi specie in una strada ordinaria o ferrata o comunque ostruisce o ingombra una strada ordinaria o ferrata“.

La pena è raddoppiata, da 2 a 12 anni, se il fatto è “commesso da più persone, anche non riunite, ovvero se è commesso usando violenza o minaccia alle persone o violenza sulle cose”.

Lo stesso decreto sicurezza, tuttavia, ha previsto che facciano eccezione i casi previsti dall’art. 1 bis (aggiunto al D.lgs. 66 del 1948): sono puniti con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da 1.000 a 4.000 euro coloro che “impediscono la libera circolazione su strada ordinaria, ostruendo la stessa con il proprio corpo”. La medesima sanzione si applica ai promotori e agli organizzatori.

Dott. Mirko Buonasperanza

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