Rifiuti speciali e diritto penale

Nella mattina del 30 settembre le forze dell’ordine hanno scoperto un vasto incendio di rifiuti tossici sulle rive dell’Aniene. La colonna di fumo all’altezza di via Salaria ( Roma) , infatti, non è passata inosservata ed ha attirato immediatamente l’attenzione di civili e militari. I Carabinieri ed il Nucleo Investigativo del Gruppo Forestale hanno scovato l’origine dell’ incendio in un accampamento nascosto lungo le sponde del fiume Aniene. I militari hanno sorpreso due uomini, entrambi senza fissa dimora e con precedenti, mentre erano alle prese con un incendio di rifiuti speciali. I due, infatti, stavano bruciando materiale plastico e ferroso ed i Carabinieri hanno rinvenuto circa 10 kg di rame, ricavati dalla combustione di cavi elettrici. I due uomini sono stati tempestivamente arrestati e dovranno rispondere di incendio di rifiuti pericolosi. L’incendio, avvenuto sulle rive del fiume capitolino, riporta alla luce temi giuridici complessi: diritto a vivere in un ambiente salubre, salvaguardia dell’ambiente e diritto alla salute. Negli ultimi anni, infatti, il diritto penale ha sviluppato un’opera di revisione dei reati ambientali con una particolare attenzione alla tematica dello smaltimento dei rifiuti pericolosi. Molti passi avanti, però, devono essere ancora compiuti ed è auspicabile una maggiore sensibilizzazione sul tema del diritto ambientale.

Dott. Ilaria Di Blasio

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