Nel nome di Lula

Lula, all’anagrafe Luis Inacio Lula da Silva, è stato per due mandati (dal primo gennaio 2003 al 2011) presidente della Brasile e ha ricoperto, da ultimo, la carica di Ministro della Casa Civil del Brasile. Ex operaio metalmeccanico, Lula è stato eletto la prima volta con ben il 61% dei voti al ballottaggio, ottenendo l’espressione favorevole di 52,4 milioni di Brasiliani, ossia il più alto numero di voti nella storia democratica del Brasile. Nato da una famiglia povera e analfabeta, Lula, sin da giovanissimo, venne assunto come metalmeccanico durante la dittatura dei militari e nel 1978 fu eletto presidente del sindacato dei Lavoratori dell’acciaio, per poi fondare nel febbraio del 1980 del Partido dos Trabalhadores (PT), partito dei lavoratori, con Chico Mendes. Nel 2016, qualche anno dopo la scadenza del suo mandato (non avrebbe potuto ricandidarsi a causa del vincolo dei due mandati presidenziali), Lula viene coinvolto una operazione di autoriciclaggio, con la accusa di aver ricevuto denaro dalla Petrobras, una compagnia brasiliana di ricerca estrazione e raffinazione del petrolio, oltre a favori da parte di imprese come la donazione di un triplex balneare, cioé di un lussuoso appartamento vista mare su tre piani a Guarujá. Per queste vicende Lula è stato condannato per aver accettato tangenti del valore di 3,7 milioni di real, pari a 1,2 milioni di dollari ed è stato condannato il 12 luglio 2017 dal giudice Sergio Moro in primo grado a 9 anni e mezzo di prigione. In secondo grado la condanna per corruzione passiva e riciclaggio è stata confermata con un aumento di pena a 12 anni. Resasi esecutiva la sentenza si era accordato con la magistratura per garantirsi un arresto discreto e dignitoso prevedendo consegnarsi alle 17:00 giovedì 5 aprile. Lula invece si è barricato all’interno del bunker al secondo piano della palazzina che ospita il quartier generale della ABC Metalworkers’ Union a São Bernardo do Campo, dove ha fondato il suo partito, e da lì, assistito da decine di professionisti del diritto, fra cui importanti docenti universitari, ha rinegoziato la sua res. Dunque Lula dopo essere stato chiuso la notte di sabato nella sede del sindacato ha annunciato che avrebbe acconsentito all’arresto soltanto dopo aver assistito alla messa in suffragio della moglie Marisa Leticia, morta l’anno scorso. S’è dunque consegnato alla polizia ed è giunto alle 22:30 di sabato 7 Aprile (ora locale) a Curitiba, dove ad attenderlo v’erano sostenitori e oppositori del partito dei Lavoratori; in particolare quest’ultimi hanno accolto il suo arrivo con fuochi d’artificio. È stato poi successivamente rinchiuso in una cella di 15 metri quadri nella sede della Polizia Federale a Curitiba. Prima però ha sfruttato l’occasione della messa in suffragio della moglie per parlare per la prima volta dopo la condanna a 12 anni ed ha detto: “Rispetterò il mandato d’arresto, per quanto la condanna sia basata su prove false”; a rincarare la dose è intervenuta la presidente del Partito dei lavoratori, Gleisi Hoffmann, che ha dichiarato che Moro è “un giudice armato di odio e rancore, senza prove e in un processo senza delitti, ha emesso un mandato di cattura contro Lula prima ancora che si siano esauriti i tempi per i ricorsi, con una carcerazione politica, che ci riporta ai tempi della dittatura”. Che sia davvero un arresto “politico” o che invece l’ex presidente Lula sia solo l’ennesimo politico corrotto che faceva dipendere le decisioni del suo esecutivo dall’interesse personale una cosa è certa: siamo dinnanzi ad una svolta storica che segnerà l’avvenire politico e sociale di uno dei paesi fondatori del BRICS (l’associazione dei cinque paesi tra le maggiori economie emergenti), e dunque, forse, dell’intera economia mondiale.

Salvatore Vergone

Un commento

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...