STRAINING: IL DANNO VA RISARCITO ALLA PARI DEL MOBBING

All’interno di un contesto lavorativo possono manifestarsi dinamiche relazionali spiacevoli, che si concretizzano nell’attuazione di atteggiamenti discriminatori gravemente lesivi della dignità del lavoratore, e che sono potenzialmente in grado minarne la salute psico-fisica. Tali condotte vessaorie vengono riassunte sotto il termine inglese straining, spesso confuso con il mobbing: se il secondo prevede una strategia comportamentale caratterizzata da una serie di atti persecutori ripetuti nel tempo, il primo si realizza in presenza anche solo di un atto lesivo, in grado però di originare gravi danni psico-fisici, senza necessità di continuità nel tempo.

In tale ambito difatti, con la sentenza n. 7844/2018, la Suprema Corte ha riconosciuto il risarcimento del danno in favore del lavoratore a seguito della condotta vessatoria posta in essere nei suoi confronti dal datore di lavoro. Nel caso di specie, la vittima era un impiegato di banca che si era trovato per anni a dover svolgere la propria attività lavorativa in un ambiente assolutamente ostile, cadendo oggetto di atteggiamenti di scherno da parte dei suoi superiori (era divenuto ad esempio destinatario di lettere discriminatorie); ciò aveva causato nell’uomo una condizione di profondo stress, di gravità tale da condizionare non solo la sua vita privata, ma anche quella professionale, con ricadute sgradevoli sulle sue prestazioni lavorative.

Il danno deve essere risarcito al pari delle pratiche vessatorie ripetute nel tempo, poichè in base all’art. 2087 c.c., vige in capo al datore di lavoro l’obbligo di garantire e tutelare la salute psico-fisica dei dipendenti; egli deve adoperarsi attivamente, con tutti i mezzi a propria disposizione, per evitare il verificarsi di episodi altamente lesivi per il lavoratore, come quello realizzatosi nel caso di specie.

La Cassazione ha poi in particolare riconosciuto la sussistenza di un danno non patrimoniale, che consiste nel subire una lesione del proprio diritto di svolgere in modo del tutto normale, ed in un ambiente sereno e tranquillo, la propria attività lavorativa.

Chiara Bellini

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