Trascrizione acquisti mortis causa

Uno dei compiti più difficili del Notaio è quello di verificare la correttezza e la continuità delle trascrizioni di un bene immobile. La trascrizione e’ la semplice registrazione del bene in appositi registri, affinche’ sia possibile individuare con certezza il proprietario ed altri elementi come ipoteche o vincoli. La situazione è ancora più complessa nel caso di beni di provenienza ereditaria, è possibile infatti che gli eredi non abbiano provveduto alla trascrizione di un acquisto mortis causa, ai sensi dell’art. 2648 c.c. Tale procedimento non può essere omesso, si tratta infatti di una procedura necessaria per garantire la completezza del sistema e la regolarità dei traffici.

Nel caso in cui il notaio sia chiamato a pubblicare testamenti olografi o pubblici, dovrà invitare i singoli eredi a definire la loro posizione e trascrivere le eventuali accettazioni. La rinuncia, invece, non verrà trascritta. Nel caso di accettazione con beneficio di inventario, si procede ad una doppia trascrizione: Una presso la Conservatoria del luogo dove si è aperta la successione, e una seconda nel luogo dove si trovano i beni caduti in successione. Nel caso in cui i due posti coincidano, sarà sufficiente una singola operazione.

Se non vi è testamento è possibile che l’erede abbia accettato l’eredità tacitamente: Cioè non abbia fatto alcun tipo di comunicazione e si sia, semplicemente, limitato a realizzare una serie di comportamenti che manifestano, chiaramente, la sua intenzione di beneficiare del bene medesimo. In questo caso non vi è nessuno che trascrive tale accettazione e vi sarà un buco cronologico delle trascrizioni. Quindi è possibile che l’erede, possa non risultare, dai registri immobiliari, proprietario del bene. Per questo motivo, qualora l’erede in un futuro, voglia realizzare un atto con il quale disporre di quel bene, ad esempio voglia venderlo, tale atto potrà essere utilizzato dal notaio stipulante come veicolo per poter procedere alla trascrizione dell’acquisto mortis causa. È possibile procedere alla trascrizione dell’accettazione tacita sulla base di un atto posto in essere anche a distanza di dieci anni dall’apertura della successione, in quanto non è detto che, riguardo al soggetto, si sia verificata la trascrizione.

In ogni caso, trascorsi vent’anni dalla apertura della successione, l’acquirente potrebbe far valere la maturata usucapione, purché si siano verificate tutte le condizioni necessarie per renderlo possibile. Infatti, pur essendo in presenza, in questo caso, di una sentenza di accertamento di usucapione appositamente trascritta, si tratta di una trascrizione che svolge il ruolo di semplice pubblicità notizia, e dunque non sufficiente per adempiere agli obblighi

Dott. Marcello Cecchino

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