Risarcimento sinistro causato da buca sul manto stradale

La Corte di Cassazione con ordinanza n. 2298 depositata il 30 gennaio 2018 si è occupata della questione legata alla presenza di buche sul manto stradale e alle eventuali ipotesi di risarcimento del danno cagionato dalle medesime agli automobilisti in transito.

Nel caso concreto un motociclista citava in giudizio il Comune di appartenenza a causa di alcune buche sul manto stradale, non opportunamente segnalate, che avevano provocato una rovinosa caduta del conducente del mezzo e relativi danni. In primo grado e in appello si era deciso per l’inammissibilità della domanda di risarcimento in base al principio secondo il quale, essendo la buca ben visibile, non si poteva integrare il requisito della imprevedibilità, necessario per ritenere che potesse sussistere una ipotesi di insidia stradale meritevole di risarcimento del danno. La Corte, confermando questa visione, ha sottolineato come debba essere messa “in preventivo” la presenza di possibili buche o altri ostacoli sul manto stradale e che la sola presenza degli stessi non possa da sola, giustificare una ipotesi di risarcimento nel caso in cui si verifichino sinistri. Inoltre le possibilità di avvistare tali ostacoli sarebbero notevoli nel caso di una condotta di guida attenta e responsabile da parte del conducente del mezzo. Nel caso preso in esame, anche il fatto che l’incidente si fosse verificato in pieno giorno, quindi in una condizione di ottima visibilità, aveva escluso qualsiasi dubbio sulla possibilità del conducente, di individuare gli ostacoli lungo il tragitto.

Dunque, nonostante un principio generale secondo il quale il Comune, in quanto custode delle strade presenti sul suo territorio, sia sempre obbligato al mantenimento delle medesime nelle migliori condizioni possibili e sia sempre responsabile per incidenti, non solo nelle ipotesi di insidie e trabocchetti, purché il danneggiato dimostri il nesso causale tra il l’incidente che ha causato il danno e la condizione del manto stradale, queste nuove pronunce sottolineano come anche la condotta del danneggiato debba essere attenzionata, escludendo ipotesi risarcitorie a priori per ogni tipo di incidente.

È stato confermato come la prevedibilità dell’insidia è idonea ad escludere la responsabilità del Comune anche in tali ipotesi o quanto meno a fondare un concorso di colpa del danneggiato stesso, previa verifica della condotta e del comportamento del danneggiato. Una pronuncia che sicuramente pone fine alle pretese risarcitorie degli automobilisti, anche imprudenti, ma di fatto rischia di creare un pericoloso alibi per i Comuni, che potendo aggrapparsi al discorso relativo alla imprudente condotta degli automobilisti, potrebbero non essere tempestivi negli interventi di manutenzione delle vie urbane e non.

Dott. Marcello Cecchino

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