Il reato di rapina e l’aggravante dell’aver commesso il fatto con le armi

La seconda sezione penale della Corte di Cassazione, con la sentenza n. 4712 del 2018, accogliendo il ricorso di un uomo condannato in appello per il reato di rapina aggravata in concorso, ha statuito che se l’arma è giocattolo e si vede è esclusa l’aggravante per il reato di rapina.

Tale aggravante, di cui all’art. 628, comma 3, numero 1 c.p., applica la pena della reclusione da quattro anni e sei mesi a vent’anni e la multa da euro 1.032 a 3.098 se la violenza o la minaccia [nel reato di rapina] è commessa con l’uso delle armi.

 

La vicenda vedeva l’imputato condannato per rapina aggravata il quale ricorreva in Cassazione lamentando inosservanza di legge e vizi di motivazione per avere la Corte d’Appello ritenuto sussistente l’aggravante dell’uso dell’arma, “ignorando e travisando le dichiarazioni dei testimoni, secondo cui l’arma era dotata di tappo rosso, ben visibile”.

 

Per la Corte il ricorso è fondato: la sentenza d’appello, pur avendo adeguatamente motivato i capi del gravame ed avendo concluso per l’infondatezza della pretesa difensiva ha errato sotto il profilo dell’aggravante dell’uso dell’arma.

Il secondo grado di giudizio ha ritenuto sussistente la predetta aggravante essendo emerso dalle testimonianze che i rapinatori impugnassero una pistola che, seppur giocattolo, è idonea ad integrare l’aggravante in contestazione.

 

Secondo la Cassazione è da sottolineare che “al fine della sussistenza dell’aggravante de qua, ciò che conta è l’effetto intimidatorio che deriva sulla persona offesa dall’uso di un oggetto che abbia l’apparenza esteriore dell’arma, in quanto tale effetto intimidatorio è dipendente non dall’effettiva potenzialità offensiva dell’oggetto adoperato, ma dal fatto che esso abbia una fattezza del tutto corrispondente a quella dell’arma vera e propria, cosicché possa incutere il medesimo timore sulla persona offesa“.

Anche se quindi si deve escludere che l’uso di un’arma giocattolo “sia incompatibile con l’aggravante prevista per la rapina dall’art. 628 comma 3 n. 1, deve tuttavia ritenersi sussistente la circostanza aggravante dell’uso delle armi solo quando la minaccia sia realizzata utilizzando un’arma giocattolo non riconoscibile come tale“.

 

Nella fattispecie concreta in esame l’arma aveva un evidente tappo rosso sulla canna il quale rendeva facilmente riconoscibile la stessa come giocattolo motivo per il quale l’aggravante è esclusa e la sentenza della Corte d’Appello va annullata con rinvio ad altra sezione.

 

 

Dott. Mirko Buonasperanza

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