BUONI PROPOSITI NELLA GIURISPRUDENZA TORINESE PER IL 2018: MODIFICHE AL PIANO DI STUDI DELLA MAGISTRALE A CICLO UNICO

Gennaio è il mese dei buoni propositi per antonomasia anche per l’ateneo torinese. Il Dipartimento di Giurisprudenza infatti è in fermento: è di pochissimi giorni fa la notizia che le matricole del prossimo anno, coorte 2018-19, si troverà a far fronte ad un duplice esame annuale.

Oltre al canonico diritto privato infatti, i prossimi studenti di prim’anno dovranno affrontare un diritto costituzionale I che passa, dai tradizionali 9 cfu, a 12 crediti: l’insegnamento dunque sarà annuale, come il già menzionato privato.
Conseguenza immediata e diretta di tale cambiamento è, logicamente, un aumento della difficoltà del primo anno: altre questioni però vengono sollevate da tale cambiamento, questioni a cui ancora non ci è concesso avere una risposta.

Professori e studenti sembrano, per la maggior parte, concordi in tale modifica: pochi giorni fa infatti, una delegazione di studenti e professori si è riunita per iniziare a discutere ed approvare il nuovo piano di studi.
Fiduciosi nell’imminente riunione del Consiglio di Dipartimento però, studenti e docenti si sono limitati ad una tacita approvazione di questa prima modifica: con enorme sorpresa di tutti, nessuno ne ha più discusso e la questione è stata considerata come ufficialmente approvata.

In sintesi quindi, le prossime matricole affronteranno l’esame di diritto costituzionale I, per forza nella stessa sessione in cui dovranno affrontare diritto privato (perché entrambi sono propedeutici a diritto penale I e diritto commerciale I, che sicuramente resteranno al secondo anno), senza nessuna approvazione ufficiale da parte del Dipartimento di Giurisprudenza.

Questo finora pare essere l’unico cambiamento che ha raggiunto una sorta di ufficialità, sicuramente non sarà l’ultimo: per esempio, non è ancora chiara la sorte che toccherà a diritto costituzionale II.

In attesa di ulteriori aggiornamenti, ci si interroga su quali potrebbero essere state le motivazioni che hanno spinto un ridotto numero di docenti a modificare, in tal senso, un piano di studi senza grossi difetti strutturali: appesantendo un primo anno già corposo quasi a voler creare una sorta di sbarramento iniziale che, da disposizioni ministeriali, non è previsto (infatti giurisprudenza è priva di qualsivoglia test d’ingresso).

Fabrizio Alberto Morabito

Un commento

  1. Diritto privato da 12 cfu era un esame che fungeva da sbarramento anche quando era ancora semestrale.
    Scegliere di rendere annuale anche diritto costituzionale può rendere la vita di una matricola più complicata, ma non necessariamente.

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