La responsabilità genitoriale

Il D.lgs 154 del 2013 ha introdotto il principio della responsabilità genitoriale, individuando in maniera più specifica gli obblighi dei genitori verso i figli e viceversa. Il punto di partenza della nuova normativa è quello, secondo il quale, si considera cessata ogni tipo di disparità tra i figli nati dentro o fuori dal matrimonio. Occorre, per i secondi, il riconoscimento da parte del genitore, affinché questo possa esercitare la potestà nei confronti del minore.

Tralasciando i doveri dei figli (principalmente legati al rispetto dei genitori, obbligo di abitazione presso la casa famiglia e collaborazione nelle spese familiari, qualora vi sia una disponibilità in tal senso), concentriamoci sui doveri dei genitori, sicuramente più rilevanti: Si tratta del dovere di educazione e mantenimento dei figli, di crescita del minore all’interno del nucleo familiare e di mantenimento e salvaguardia del rapporto e della frequentazione con gli altri parenti. Il giudice tutelare competente potrà essere chiamato ad intervenire qualora non vengano garantiti tali diritti.

Uno degli aspetti più importanti della responsabilità genitoriale è sicuramente il potere decisionale da parte dei genitori, su questioni che rientrano nella sfera economica e giuridica del minore. Per gli atti identificati dal codice, di straordinaria amministrazione, occorre il parere favorevole e la presenza di entrambi i genitori. Sarà anche necessario un atto autorizzativo da parte del giudice tutelare. Per gli atti ordinari, sarà sufficiente un solo genitore, purché segua l’indirizzo decisionale condiviso dall’altro. Nel caso in cui la decisione riguardi la prosecuzione, da parte del minore, di attività di impresa, servirà il parere favorevole da parte del giudice e l’autorizzazione del Tribunale.

Se vi è contrasto tra i coniugi, entrambi posso rivolgersi al giudice che, ascoltate le pretese di entrambi e le esigenze del minore, che potrà essere consultato se di eta’ non inferiore ad anni sedici, tenterà una conciliazione oppure adotterà la soluzione più idonea in base agli interessi delle parti.

Un impedimento temporaneo o definitivo di uno dei due coniugi, renderà l’altro esercente in via esclusiva del potere decisionale. Se l’impedimento colpisce entrambi, il giudice potrà nominare un tutore oppure un curatore speciale, rispettivamente nel caso di impedimento permanente o temporaneo. Se un coniuge realizza un atto in favore del figlio, l’altro eserciterà il potere decisionale, ma se si tratta di atti che potrebbero interessare economicamente l’altro coniuge, per evitare conflitto di interessi, la Cassazione ha ritenuto più idonea la nomina di un curatore speciale.

Dott. Marcello Cecchino

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