IL DIRITTO DI ESCLUSIVA COME MEZZO DI TUTELA BILATERALE NEL CONTRATTO DI AGENZIA

In un’epoca in cui pubblicità, marketing e sales management in generale occupano un ruolo preminente nel commercio di beni e servizi (online e non) può essere utile definire l’ambito di applicazione del diritto di esclusiva, che viene così testualmente disciplinato dall’art. 1743 del Codice Civile: “Il preponente non può valersi contemporaneamente di più agenti nella stessa zona e per lo stesso ramo di attività, né l’agente può assumere l’incarico di trattare nella stessa zona e per lo stesso ramo gli affari di più imprese in concorrenza tra loro”.
Uno dei caratteri fondanti di tale figura contrattuale è quello della stabilità del rapporto, in forza del quale l’agente si impegna a promuovere per conto del preponente la conclusione dei contratti in una zona determinata e, qualora espressamente pattuito, di concludere anche dei contratti in nome del preponente. La ratio sottesa alla norma è duplice, infatti essa è posta a favore dell’agente per tutelarlo dalla possibile concorrenza di altri eventuali agenti operanti nella sua stessa zona ed a favore del preponente per garantirlo dalla possibile concorrenza di altre imprese che intendano affidarsi allo stesso agente. E’ questo il c.d. regime bilaterale di esclusiva, il quale, essendo posto a tutela di entrambi i contraenti, non costituisce norma imperativa, ma è liberamente derogabile da differenti accordi tra le parti.
E’ essenziale, ai fini della specificazione dell’obbligo posto a carico del preponente, nonché della valutazione delle eventuali violazioni contrattuali, che venga determinata una specifica zona per lo svolgimento dell’attività affidata all’agente. Naturalmente il concetto di zona si riferisce ad un determinato ambito geografico, territoriale, entro il quale l’affare deve essere andato a buon fine, ma non è in alcun modo dipendente dal luogo di provenienza o residenza dell’agente.
E’ da sottolineare, inoltre, come ai fini della nozione di concorrenza non è necessario che la produzione o commercializzazione sia riferita a prodotti esattamente identici da parte di più imprese, essendo all’uopo sufficiente che i beni od i servizi commercializzati siano destinati o comunque rivolti ad una clientela anche solo potenzialmente comune, di tal che l’una possa ricevere danno dall’ingresso o dall’espansione dell’altra sul mercato, cui entrambe si rivolgono o virtualmente si rivolgeranno.
Dopo aver definito la fattispecie ed averne fissato l’ambito di applicazione, si può passare ad esaminare le conseguenze delle eventuali violazioni contrattuali poste in essere da uno od entrambi i contraenti.
Poiché l’esclusiva esplica i propri effetti unicamente tra le parti, tale patto non è opponibile nei confronti dei terzi, siano essi clienti od altri agenti.
Ad esempio, se un agente conclude affari nella zona di competenza di altro agente, quest’ultimo non potrà esperire alcuna azione nei confronti del primo, bensì nei confronti del preponente, in quanto è il preponente obbligato a garantire l’esclusiva all’ agente con il quale ha stipulato il contratto per primo.
Qualora, invece, sia l’agente a violare il patto di esclusiva in danno del preponente, quest’ultimo potrà esperire gli ordinari rimedi previsti dalla legge in materia di inadempimento. Infine, da chiunque vengano posti in essere l’inadempimento contrattuale o la violazione, resta fermo che qualora siano particolarmente gravi, si potrà giungere anche alla risoluzione del contratto di agenzia.

Avv. Sofia Forciniti

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