Quale relazione tra la fattispecie della guida in stato di ebbrezza e il reato di omicidio stradale?

Davanti al G.i.p. del Tribunale di Grosseto è comparso un automobilista, il quale, guidando in stato di ebbrezza e percorrendo una curva, aveva invaso la corsia opposta causando la morte del passeggero del veicolo circolante sulla carreggiata contraria.

Dopo la chiusura delle indagini preliminari il PM concludeva ipotizzando la piena responsabilità penale del conducente. L’uomo veniva così imputato per il reato di omicidio stradale ex art. 589 bis cp. e per la contravvenzione di cui all’art. 187 del Decreto legislativo n. 92 del 30 aprile 1992 (cd. Codice della Strada).

 

Contrariamente a quanto illustrato dalla pubblica accusa, il Giudice per le indagini preliminari ritiene di dover disporre l’archiviazione poiché, avendo la Procura contestato all’indagato il delitto di omicidio stradale, non era possibile contestare anche la contravvenzione prevista dal codice della strada, la quale risultava già assorbita nel delitto.

 

Il PM si era conformato alla giurisprudenza che, prima della riforma operata dalla legge n. 41 del 23 marzo 2016, ammetteva il concorso tra le due fattispecie, di modo che quanto previsto dal codice penale fosse applicato anche nei confronti di quei soggetti che erano tenuti ad osservare le norme del codice della strada pur non essendo alla guida di un veicolo, a differenza della contravvenzione che rilevava solo nel caso in cui fosse presente il conducente di un veicolo. Questa interpretazione dopo la novella che ha introdotto il reato di omicidio stradale non è più sostenibile, poiché la nuova norma, oltre a disciplinare la fattispecie di chi cagioni per colpa la morte di un individuo in violazione delle disposizioni sulla circolazione stradale, dispone anche delle aggravanti relativamente alle norme cautelari violate.

 

La fattispecie concreta in esame contempla un conducente che ha invaso la corsia opposta e che era in stato di alterazione psicofisica da sostanze stupefacenti durante tale condotta. L’art. 589 bis, comma 2, del codice penale prevede un’aggravante nel caso in cui l’evento morte sia stato cagionato per colpa dal soggetto posto alla guida di un veicolo in stato di ebbrezza alcolica, con un tasso superiore al 1,5 g/l, ovvero nel caso in cui abbia assunto sostanze stupefacenti. Da ciò deriva che la condotta di cui al secondo comma dell’art. 589 bis cp., si pone come circostanza aggravante del reato di omicidio stradale potendo in questo modo configurarsi una forma di reato complesso.

 

Per questo motivo il G.i.p. di Grosseto, con decreto del 28 agosto 2017, dispone l’assorbimento della contravvenzione di cui all’art. 187 del Codice della Strada nella fattispecie dell’omicidio stradale di cui all’art. 589 bis, comma 2, cp. e, di conseguenza, archivia il procedimento per quanto riguarda la prima imputazione.

Dott. Mirko Buonasperanza

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...