Procedimento disciplinare ovvero l’unico modo di contenere i moderni Azzeccagarbugli

La professione dell’avvocato è stata spesso disegnata dal cinema e dalla letteratura come una professione sregolata, senza morale o sani principi, volta solo alla vittoria del più forte in un aula di tribunale, aldilà del proprie ragioni, aldilà di giusto o sbagliato. “All’avvocato bisogna raccontar le cose chiare: a noi tocca poi a imbrogliarle.” raccomandava l’Azzeccagarbugli a Renzo nei Promessi Sposi.

In realtà, per quanto possa esserci un fondo di verità in queste rappresentazioni, la professione forense (quantomeno nell’ordinamento italiano) si fonda in su regole di legalità e correttezza, la cui massima espressione si ha nel procedimento disciplinare, modalità attraverso cui i precetti deontologici e legali trovano concreta tutela. Vedremo di tracciare un’idea del suo funzionamento, individuando le fonti normative di riferimento, e ,in maniera estremamente sintetica, le fasi di sviluppo.

Più precisamente sono fonti del procedimento disciplinare a carico degli avvocati:

  1. Il codice deontologico forense in quanto fonte di obblighi e doveri dell’avvocato passibili di sanzioni disciplinari.
  1. La legge 31 Dicembre 2012, n.247, che lo regola espressamente al Titolo V che è per l’appunto denominato “Procedimento disciplinare”.
  2. Il regolamento del Consiglio Nazionale forense del 31/01/2014 n.1 che prevede le norme relative l’elezione dei componenti dei Consigli distrettuali di disciplina (di cui parleremo a breve).
  3. Il regolamento del Consiglio Nazionale forense del 21/02/2014 n.2 che regola il Procedimento disciplinare ai sensi dell’art. 50 comma 5 della legge 31 Dicembre 2012, n.247.

Il “giudice” competente nel procedimento disciplinare fino al 2014 era il Consiglio dell’Ordine locale.

Dall’entrata in vigore del regolamento n.1/2014, presso ogni Ordine distrettuale degli avvocati, è istituito il Consiglio distrettuale di disciplina forense. Il Consiglio Nazionale Forense esercita, sui procedimenti disciplinari e su gli organi di disciplina, un potere ispettivo e di controllo, e può, in alcuni particolari casi, deliberare la rimozione dei suoi componenti.

L’articolo 60 della legge professionale, con una disposizione assai rilevante per ciò che concerne le modalità con cui si svolge il procedimento disciplinare, ci indica una tendenza del procedimento disciplinare verso un modello penalistico e meno civilistico o amministrativistico: “per quanto non specificatamente disciplinato dal presenta comma, si applicano le norme del codice di procedura penale, se compatibili.”

Questa previsione ha innovato vistosamente rispetto al previgente regime procedimentale, che era improntato sul processo civile, e che quindi era privo, per tanto, dei canoni costituzionali del giusto processo penale.

È competente per il procedimento disciplinare il Consiglio distrettuale di disciplina:

  • Del distretto in cui è iscritto l’avvocato o il praticante oppure
  • Del distretto in cui è stato compiuto il fatto oggetto d’indagine o giudizio disciplinare.

In caso di conflitto positivo di competenza, ossia quando diversi Consigli di disciplina prendono cognizione del medesimo fatto ed avviano il procedimento disciplinare, vige il “principio della prevenzione”, a vantaggio del Consiglio di disciplina che per primo ha iscritto la notizia nell’apposito registro. In ogni caso sul conflitto di competenza decide il Consiglio Nazionale Forense.

Rimandando ad un prossimo articolo un’analisi più approfondita del procedimento disciplinare a carico degli avvocati, possiamo già accennare,  schematicamente, la sua suddivisione in cinque fasi:

  1. Percezione da parte degli organi competenti della notizia dell’illecito
  2. L’iscrizione nel registro e l’istruttoria pre-procedimentale
  3. La formulazione del capo di incolpazione e la conseguente attività difensiva
  4. La citazione a giudizio
  5. Il dibattimento e la decisione

Non resta che darci appuntamento al prossimo articolo per scoprire come funziona nel concreto il procedimento a carico degli avvocati e come questo influisca concretamente nel nostro ordinamento.

Salvatore Vergone

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