UNO STRUMENTO ESTREMO DI TUTELA DELLA LIBERTA’ DI STABILIMENTO: IL TESTAMENTO INTERNAZIONALE

I dati forniti da “il Sole 24 Ore” sottolineano come ogni anno circa 250.000 italiani vadano via dal nostro Paese per stabilirsi all’estero; in un mondo che corre alla velocità della luce e che cerca di abbattere le barriere doganali e di favorire la libera circolazione di merci, servizi ed individui, come fare a regolare le differenti situazioni giuridiche riguardanti i c.d. “expats”?
Un caso certamente interessante ed emblematico è quello del testamento internazionale; con tale espressione si indica una forma testamentaria introdotta dalla Convenzione di Washington del 26 ottobre 1973, aggiuntiva rispetto a quelle esistenti in ognuno dei Paesi firmatari della Convenzione e vincolante anche per il diritto interno di ciascuno di essi. Ognuno dei Paesi aderenti che abbia ratificato la Convenzione, ha poi previsto delle specifiche norme di collegamento che collegano la nuova figura testamentaria al proprio ordinamento.
Con legge n. 387/1990, in particolare, l’Italia ha ratificato la convenzione suddetta ed introdotto, in tal modo, la figura del testamento internazionale nel nostro ordinamento.
Dal punto di vista funzionale, il testamento internazionale è il documento redatto in qualsiasi lingua da un cittadino straniero in territorio italiano o da un cittadino italiano in territorio straniero e contenente le volontà del testatore; dal punto di vista formale, una volta redatto, il testatore deve fare consegna di detto testamento al Notaio (che riceve l’atto alla presenza di due testimoni) e deve contestualmente rendere al notaio stesso una apposita dichiarazione attestante che il documento consegnato rappresenta il proprio testamento e che egli è a conoscenza delle disposizioni in esso contenute.
In calce al testamento deve essere indicata la data, che deve essere corrispondente a quella del momento in cui il notaio appone la propria firma.
Per quanto riguarda la custodia della scheda testamentaria, qualora il testatore non abbia scelto in quale luogo conservare il testamento, gli sarà fatta consegna, da parte del notaio, della scheda testamentaria in originale insieme ad un esemplare dell’attestato. Un altro esemplare dell’attestato sarà conservato dal notaio, il quale ha l’obbligo di riportarlo nel Repertorio degli atti di ultima volontà e di iscriverlo nel Registro Generale dei Testamenti. La stessa procedura deve essere seguita anche nel caso in cui il testatore voglia custodire il testamento in un luogo diverso dallo studio del notaio ricevente.
Qualora, invece, il testatore decida di custodire la scheda testamentaria presso lo studio del notaio, quest’ultimo eseguirà le stesse formalità previste nel caso di deposito di un testamento olografo.
Infine, anche per quanto concerne la pubblicazione, il testamento internazionale è soggetto alle stesse formalità del testamento olografo. (Art. 620 c.c.)

 

Avv. Sofia Forciniti

Un commento

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...