La regolamentazione della successione mortis causa delle farmacie

La circolazione mortis causa delle farmacie, essendo esse veicolo di un servizio pubblico quale è quello farmaceutico, seguono una disciplina particolare rispetto alla normale successione mortis causa dei beni.

In particolare, tale disciplina è regolamentata dalla legge 2 Aprile 1968 n. 475, e tutta la normativa è orientata alla continuità di detto servizio pubblico, il quale per sua natura non tollera interruzioni.

In primo luogo, è previsto che il soggetto titolare della farmacia non possa trasferirne la proprietà prima di tre anni dalla conseguita idoneità.

Dal punto di vista della successione, l’art. 12 di tale legge prevede che entro sei mesi dalla morte del de cuius titolare, gli eredi possono trasferire la proprietà in favore di un soggetto farmacista che sia iscritto all’albo oppure abbia quanto meno risultato idoneo ad un precedente concorso per farmacisti o abbia già ottenuto la titolarità della qualifica.

Da ciò si evince che il soggetto beneficiario della titolarità della farmacia debba necessariamente essere un farmacista; occorre però a questo punto chiedersi se anche un soggetto non farmacista possa beneficiare di una disposizione mortis causa in suo favore.

La risposta al quesito è stata oggetto di indagine anche della Corte di Cassazione, la quale con la sentenza n. 12346/2009 ha chiarito che “nel caso di successione a causa di morte, ove la comproprietà della azienda farmaceutica spetti a più coeredi, dei quali solo uno sia stato autorizzato all’esercizio del servizio farmaceutico, questo’ ultimo non acquista automaticamente la proprietà esclusiva dell’azienda, in assenza di divisione dell’asse ereditario”.

Ciò implica che anche un soggetto non titolare dei requisiti professionali prescritti dalla legge può essere beneficiario della azienda farmaceutica e della farmacia stessa, anche se l’esercizio provvisorio della farmacia dovrà essere effettuato sotto la responsabilità di un direttore.

Va però detto che è sempre necessario che il beneficiario ottenga la idoneità all’esercizio della farmacia entro sei mesi dalla dichiarazione di successione e pertanto il legato sarà sottoposto alla condizione sospensiva del conseguimento dell’idoneità da parte del legatario entro sei mesi dalla dichiarazione della successione.

Bisogna infine evidenziare come la farmacia, a detta della normativa in commento, sia un bene complesso, costituito dalla titolarità della farmacia medesima unitamente alla azienda commerciale ad essa connessa. Per tale motivo dunque sia la titolarità della farmacia che la azienda commerciale sottostante devono essere necessariamente compresi nel suddetto legato, a pena di invalidità del medesimo.

Dott. Sergio Briguglia

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