La battaglia si è appena aperta

Negli ultimi giorni la Corte d’Appello di Napoli ha emesso un’importante sentenza su un tema ancora molto caldo, per quanto da qualche giorno la questione stia iniziando ad affievolirsi: si sta parlando di vaccini.

Il caso in questione riguardava l’incapacità di scegliere dei due genitori in merito alla sottoposizione o meno del figlio minorenne a determinate pratiche vaccinali, proprio per via delle diverse idee in merito dei due coniugi. Il Tribunale dei Minori ha preso in mano la situazione, purtuttavia si è trovato in una situazione scomoda perché le alternative non erano semplici: applicare l’art. 316, comma 2 del codice civile che fa riferimento al semplice disaccordo tra i coniugi, per cui il Tribunale opta per la scelta del genitore che permetterebbe una migliore tutela della situazione del minore; si sarebbe potuto procedere ancora applicando l’art. 333 c.c. il quale fa riferimento solo ad un affievolimento della responsabilità genitoriale in caso di disaccordo con conseguente scelta del Tribunale su quale genitore far ricadere la scelta; o, ancora, il più drastico art. 330 c.c. il quale, però, si dovrebbe utilizzare solo nelle situazioni di grave ed imminente rischio del minorenne, dato che prescrive la decadenza dalla responsabilità genitoriale.

La Corte d’Appello ha optato per la soluzione dell’affievolimento della responsabilità del genitore che non voleva far sottoporre il proprio figlio a vaccini, in favore dell’altro genitore, il quale si sarebbe potuto mettere d’accordo con il pediatra del bambino per procedere con il migliore cammino terapeutico possibile.

Il provvedimento, in conclusione provax, è stato emesso proprio in un periodo complesso per la materia, ovvero quando il decreto del Ministro Lorenzin era già stato pubblicato, ma prima che venisse convertito nella l.119/2017.

La pronuncia è di grande rilievo, non tanto per l’aver affermato l’obbligatorietà dei vaccini (cosa che era già stata fatta con la vecchia legge e rincarata dalla pronuncia della Corte Costituzionale 132/1992), ma soprattutto per lo studio sulla pericolosità o meno della vaccinazione c.d. “trivalente” ed “esavalente”.

A corredo dell’eccezione di incompetenza della parte reclamante la Corte d’Appello specifica che è ben conscia del fatto che la decisione in questione non possa essere definita come semplice “disaccordo” tra i genitori, ma nemmeno così grave da legittimare l’applicazione del 330 c.c., tuttavia non può essere sottovalutato il bene salute del figlio, qua in gioco.

Determinante è stata la consulenza tecnica d’ufficio (CTU).

All’esperto sono stati affidati poteri molto ampi, tanto che qualcuno ha addirittura pensato fossero troppi con il rischio che si finisse per cadere nel mandato esplorativo, e la CTU è stata di natura “percipiente” per cui se la parte ha, almeno, dedotto i fatti, il CTU avrà sicuramente il potere di verificarli. Al CTU cioè, non è stato chiesto di esprimere un generico parere sui vaccini o sulla sicurezza dei farmaci che vengono somministrati a tale scopo ma di cercare riscontro clinico oggettivo alle perplessità espresse dal genitore che li rifiutava.

Il CTU non ha fatto altro che, alla fine dei suoi studi, affermare la possibilità a proseguire nel cammino terapeutico e il Giudice ha, semplicemente, seguito il parere della CTU. Dato che il Giudice non è tenuto a motivare quando prende decisioni concordi al CTU, se non quando le risultanze scientifiche siano palesemente in contrasto con la teoria scientifica maggioritaria (si veda in tema Cass. civ. Sez. VI – Ord., 18348/17) il Giudice non si è discostato dalla decisione del CTU. La decisione ha comunque una logica: la medicina è una scienza, e per questo non opinabile, ma certamente confutabile sulla base di risultanze riconosciute, per quanto facenti parte di dottrine minoritarie.

Ragion per cui, in questo caso, si è optato di proseguire con i vaccini, dato che il cammino sanitario che il bambino avrebbe intrapreso era stato completamente appoggiato da teorie mediche ampiamente riconosciute, quando dall’altro lato vi erano solamente opinioni, e non teorie mediche, di un genitore non convinto dell’utilità dei medesimi vaccini.

 

Alberto Lanzetti

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