Novità sui pagamenti con bancomat e carte di credito: l’Italia recepisce le norme UE.

Il 14 settembre appena passato il Consiglio dei Ministri ha approvato in via preliminare un decreto in attuazione della legge di delegazione europea 2015 sul tema delle commissioni bancarie.

Il provvedimento che recepisce in Italia la direttiva Ue Psd-2 (la seconda “payment services directive” su servizi di pagamento e commissioni interbancarie sulle operazioni con carta di pagamento), prevede “l’armonizzazione dei pagamenti al dettaglio, assicura procedure di autorizzazione e vigilanza ai fornitori di pagamento e agli utenti“, ampliando inoltre “i diritti degli utenti dei servizi di pagamento che beneficeranno di un regime di responsabilità ridotta in caso di pagamenti non autorizzati: la franchigia a carico degli utenti passerà da 150 a 50 euro“.

Il provvedimento fissa inoltre un tetto alle commissioni interbancarie applicate sui pagamenti basati su carte. Il Governo specifica che, per i pagamenti tramite carta di debito e prepagata la commissione interbancaria per ogni operazione di pagamento non potrà essere superiore allo 0,2% del valore dell’operazione stessa, mentre per le operazioni tramite carta di credito la commissione interbancaria non potrà essere superiore allo 0,3% del valore dell’operazione.

A ciò si aggiunge che, per ciò che attiene alle commissioni interbancarie per le sole “operazioni nazionali” tramite carte di pagamento, i prestatori di servizi di pagamento saranno tenuti ad applicare commissioni di importo ridotto per i pagamenti fino a 5 euro rispetto a quelle applicate alle operazioni di importo pari o superiore, “così da promuovere l’utilizzo delle carte anche per questi pagamenti“.

Per quanto riguarda le sole “operazioni nazionali” tramite carta di debito, fino al dicembre 2020, i prestatori di servizi potranno applicare “una commissione interbancaria non superiore all’equivalente dello 0,2% calcolato tuttavia sul valore medio annuo di tutte le operazioni nazionali tramite carta di debito all’interno di ciascuno schema di carte di pagamento“.

Al fine poi di ampliare i diritti degli utenti dei servizi di pagamento che non solo “beneficeranno di un regime di responsabilità ridotta in caso di pagamenti non autorizzati, riducendo la franchigia massima a carico degli utenti da 150 a 50 euro“, si aggiunge anche il fine di promuovere l’utilizzo di strumenti di pagamento elettronici, attuato mediante “il divieto di applicare un sovrapprezzo per l’utilizzo di un determinato strumento di pagamento (cd. divieto di surcharge)“.

Resta forse una pecca anche dopo questo provvedimento ossia che l’obbligo per negozi, attività commerciali e studi professionali di accettare pagamenti con carte di credito e bancomat, al momento è ancora privo di sanzioni. Si è ancora in attesa, infatti, del decreto che dovrà disciplinare le sanzioni previste in caso di violazione dell’obbligo di accettare pagamenti digitali, utilizzando il Pos, introdotto con la legge di stabilità 2016, che ancora stenta ad essere approvato. Restiamo quindi in attesa di novità sul punto.

Dott. Mirko Buonasperanza

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