Una Mucca da Mungere nel mondo di mezzo.

La chiamavano Mafia Capitale, ma poi qualcuno ci è venuto a dire che di mafia non si tratta. Sì, si tratta di un po’ di corruzione, magari anche qualche briciola di criminalità e forse un po’ di violenza, ma che non si dica mai la parola Mafia!

Questa la decisione dei giudici della X sezione penale di Roma a conclusione dell’inchiesta del “Mondo di mezzo”. Era stato lo stesso Carminati ad usare questa terminologia nel corso di un’intercettazione telefonica tentando di spiegare il modus operandi del gruppo. Un mondo di mezzo in cui si incontravano quello “di sopra “delle istituzioni e quello “di sotto “della criminalità della strada.

Ci sono volute 230 udienze per permettere alla giudice Rosanna Ianniello di tirare le somme. Per quasi trenta minuti si è tenuto il fiato sospeso e la sua voce ha risuonato solenne nell’aula in cui, in un certo senso, si respirava un clima di attesa. Attesa di cosa, delle condanne? Sì, forse qualcuno voleva ascoltare anche quelle, ma l’attesa più grande è maturata per mesi nella mente di ognuno di noi e si manifestava sotto forma di numero: 416 bis. La sentenza, però, parla chiaro e fa cadere, nello stupore dei più, l’accusa di associazione a delinquere di stampo mafioso.

Nonostante tutto le condanne si sono rivelate pesanti per i 46 indagati. Ammonta ad anni 20 la condanna inflitta a Massimo Carminati ed è invece pari cioè 19 anni di carcere, la pena di Salvatore Buzzi. Quanto agli assolti, si contano sulle dita di una mano e sono 5 per l’esattezza, solo 5 su 46 indagati.

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Per mesi e mesi ci hanno riempito la testa di parole, solo parole. L’hanno chiamata Mafia Capitare e poi, di colpo, ci hanno detto che non si trattava di Mafia. Ce lo hanno comunicato come se niente fosse proprio nei giorni in cui il cuore di ogni onesto amante della giustizia volge il proprio pensiero a Falcone e Borsellino. Ci hanno poi detto che le condanne sono state esemplari e forse, almeno questo, è vero. Potranno mai queste pene risanare la ferita profonda che lasciano questi criminali nel cuore della cosa pubblica? No, decisamente no! Quel che resta sono i fatti, sono i danni. “La cosa pubblica è una mucca da mungere”, questa l’affermazione estrapolata da un’intercettazione telefonica. E’ forse proprio questa frase che riassume il senso putrido del mondo di mezzo. Un mucca da mungere, non una risorsa fatta di uomini e lavoro che sogna ogni onesto!

Ilaria Di Blasio

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