DECORO DEL CONDOMINIO: IL PROBLEMA DELLA ZANZARIERA

Il Tribunale di Milano, con la sentenza numero 3222 del 17 marzo 2017, che ha respinto la richiesta di un condominio di intimare alla proprietaria di un appartamento di rimuovere dal balcone una zanzariera e relativi supporti di sostegno, ha statuito che “l’esigenza del decoro architettonico viene accertata dal giudice caso per caso”. La zanzariera, dunque, posta dalla proprietaria di un appartamento, salvo vistosa alterazione alla facciata, non pregiudica gli altri condomini.

Nel caso di specie, il condominio pretendeva una remissione in pristino, presumendo un danno arrecato alla facciata condominiale. A questa istanza si opponeva la tesi della condomina che, nel mantenere la zanzariera, sosteneva di non ledere l’immagine del palazzo.

Giova a dirimere la questione l’art. 1120 c.c. rubricato “Innovazioni”, il cui ultimo comma dispone chesono vietate le innovazioni che possano recare pregiudizio alla stabilità o alla sicurezza del fabbricato, che ne alterino il decoro architettonico o che rendano talune parti comuni dell’edificio inservibili all’uso o al godimento anche di un solo condomino”. Per quanto concerne il concetto di decoro architettonico dello stabile, un costante orientamento giurisprudenziale afferma che per “decoro architettonico”, ai fini della tutela prevista dall’articolo 1120 c.c., deve intendersi l’estetica data dall’insieme delle linee e delle strutture ornamentali che costituiscono la nota dominante ed imprimono alle varie parti dell’edificio, nonché all’edificio stesso nel suo insieme, una sua determinata armonica fisionomia senza che occorra che si tratti di particolare pregio artistico. Si può parlare di alterazione del decoro architettonico qualora si pongano in atto dei mutamenti sufficienti a determinare uno scompenso armonico nell’aspetto esterno dello stabile e che si risolvano in un obiettivo peggioramento del suo carattere estetico-decorativo ovvero in una riduzione del suo prestigio. Per i giudici milanesi alcuna alterazione avente le richiamate caratteristiche emergeva dal caso in questione trattandosi la zanzariera di suppellettile anzitutto rimovibile e, peraltro, dai sostegni dello stesso colore di ringhiere e tendaggi degli altri appartamenti.

Il Tribunale ha, infine, statuito che “spetta al giudice accertare il grado della modifica apportata e l’eventuale conseguente danno provocato, dal momento che questi può adottare caso per caso parametri di maggior o minor rigore sulla base della considerazione delle caratteristiche dell’edificio”.

Per concludere, la zanzariera installata dalla condomina non ha leso in alcun modo il decoro, motivo per il quale il condominio è stato condannato al pagamento delle spese processuali di rito.

Dott. Mirko Buonasperanza

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