Lo spoil system

La giurisprudenza delle spoglie è una prassi nata in America e sviluppatasi appieno anche in Italia. È caratterizzata da un rapporto di consonanza imprescindibile tra assetto politico e vertici dell’alta amministrazione.
Un legame, quindi, che rende i secondi vincolati alle scelte dei primi, non ci può essere, di conseguenza, imparzialità gestoria nel modus agendi dei vertici amministrativi.
Un connubio che ha inciso in molti campi, anche in quello sanitario, imponendo nel corso degli anni continui revirement normativi di riorganizzazione di un campo che necessitava di un intervento ripristinatorio in melius da parte del legislatore nazionale.
Nonostante le innumerevoli proposte di legge, l’autonomia regionale ha prevalso molto spesso, lasciando in atto prassi distorte che vedevano quel rapporto di consonanza di intenti politici e amministrativi sempre in atto. Innumerevoli i tentativi soprattutto nel campo sanitario, volti a smembrare quel legame anacronistico che era ed è fonte di inefficienza tecnica, strutturale del nostro sistema nazionale. Gli interventi giurisprudenziali non sono mancati, ma solo nel 2007 la nostra Corte Costituzionale con due pronunce (103 e 104) ha dichiarato illegittimo costituzionalmente lo spoil system, sollecitando l’autorità legislativa centrale ad intervenire per un adeguamento a quanto imposto.
La chiave di volta e di svolta è stata sicuramente la riforma Madia,nonostante i tentativi pregressi, la L. 171/2016 ha rivisitato la procedura di nomina, fondandola sull’efficienza,sull’efficacia e sull’imparzialità. Ha previsto la costituzione di una commissione valutatrice della rosa dei candidati, formata da esponenti che abbiano master, dottorati e esperienze dirette “nel settore amministrativo”. Decorsi 24 mesi verrà effettuata una prima verifica della capacità conseguimento degli obiettivi di performance per il prescelto , a seguito del controllo si disporrà la conferma o meno del dirigente nominato e del suo staff di coadiuvatori. Un recupero del metodo del bastone e della carota, che può garantire una vera riemersione del selezione concorsuale dei vertici del nostro sistema burocratico amministrativo, fondata sulle capacità e abilità del candidato risultato idoneo. Non si può procedere senza la predisposizione di un’actio finium regordorum, non si può lasciare in essere la politica del ” voto di scambio”. In ogni ambito vanno garantiti i principi di imparzialità, buona amministrazione e trasparenza. Non si può tergiversare, bisogna perciò che il nostro legislatore si armi per ricostituire un sistema ad hoc che elimini le anomalie, costituitesi negli anni.

 

Dott. Angela Modano

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