OPC, trasparenza e rischi

Un’operazione con parti correlate (OPC) può essere definita, anche secondo quanto previsto dai principi contabili internazionali IFRS , come un trasferimento di risorse, servizi o obbligazioni tra una società e la controllante, le controllate, le collegate, le consociate, i manager, gli amministratori, i sindaci e gli azionisti di maggioranza, nonché i loro stretti familiari, indipendentemente dal fatto che sia stato pattuito un corrispettivo.

Tali operazioni possono dar luogo a criticità ed a fenomeni fraudolenti. L’orientamento prevalente tende a non proibire tali operazioni, ma a richiedere una adeguata e sufficiente struttura informativa, essenziale per l’efficiente funzionamento.  Le informazioni rappresentano lo strumento attraverso il quale si comprende le modalità d’uso degli Amministratori delle risorse fornite; tali informazioni risultano essere centrali anche nella valutazione dell’operato degli Amministratori.

Cattura

 

Lo spartiacque tra operazioni efficienti e dannose è dato dal prezzo, il quale, però, non sempre è indicativo di una proficua operazione. Un esempio si riscontra in quella particolare operazione con una parte correlata non eseguita nell’interesse della società e dei suoi outsider, bensì nell’interesse degli insider (azionista di maggioranza) per la quale il prezzo è, però, al mercato.
Al fine della valutazione in merito alla correttezza di un’operazione risultano esservi diverse fonti legislative, e non. Tra le più importanti troviamo:

  • -lo IAS 24, che disciplina l’informativa di bilancio sui rapporti con parti correlate;
  • -la Delibera Consob n. 17221 del 12.03.2010 riguardante le società quotate, che reca disposizioni in materia di operazioni con parti correlate;
  • – l’art. l’art. 2427, co. 1, numero 22-bis che introduce obblighi per le società non quotate.

La disciplina strettamente pratica in relazione alle OPC risulta diversa da società a società. Ogni statuto societario introduce la diversa disciplina ed il trattamento che tale società vuole riservare alle OPC. Un esempio può essere fornito da UBIBANCA. Essa fornisce una propria, non singolare, definizione delle stesse restringendo il raggio di applicabilità delle disposizioni. In UBIBANCA è prevista l’istituzione di un Comitato Parti Correlate che svolga le funzioni ad esso assegnate. Tralasciando il caso concreto, possiamo sottolineare come le OPC rappresentino una zona scura soggetta obbligatoriamente a controlli che coinvolgono soggetti competenti.

 

Nicola Galea

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