LA BANCA DEL DIVORZIO – Viva i romantici

La famiglia: una delle materie cui il nostro legislatore si è da sempre dedicato con maggior attenzione, premura e coerenza.

Una sfera difficile e delicatissima in cui il diritto si è orientato seguendo la ratio del bene dei figli.

Certo è ossimorico ed affascinante che la materia che appare come la più tradizionale del nostro diritto, per impostazione culturale e solidità, sia anche quella che ha in realtà ha mosso gli interventi più innovativi ed alternativi.

Suo il primo referendum della storia della Repubblica; sua la trasgressione delle coppie di fatto; sua nel 1970 come nel 2016 l’ inconsueta “disobbedienza” di Montecitorio al Vaticano.

È con la sent. 11504/ 2017 che si torna, a distanza di un anno dall’ultimo importante intervento del legislatore in tale ambito, a parlare di diritto di famiglia.

La Corte di Cassazione rivoluziona i parametri utili a valutare il riconoscimento dell’assegno divorzile al coniuge più debole. Cade il mantenimento volto a garantire l’invariato stile di vita goduto nel matrimonio; assumono rilevanza determinante lo stato di indipendenza e autosufficienza economica.

Una sentenza che apre a molteplici considerazioni ma che, in prima analisi, sa di giusto freno alla speculazione sulla fine di un amore.

E invece no.

Ancora da verificare se la decisione sentenziata dalla Corte Suprema farà giurisprudenza, ma non c’ è nulla da temere: chi aveva in mente un piano alla “Prima ti sposo poi ti rovino”, potrà ancora sperare nell’approvazione del progetto di legge Morani che prevede l’introduzione, anche nel nostro ordinamento, dei patti prematrimoniali.

La proposta della parlamentare PD è ferma da due anni in commissione di giustizia alla camera.

I prenuptial agreement, convenzioni vincolanti nella forma di vademecum scritto, saranno utili a definire le condizioni, gli svantaggi, i vantaggi e i pregiudizi dell’eventuale fine di un amore prima di coronarlo! Quanto di meno romantico possa esistere.

Basterà recarsi davanti ad un notaio o avvalersi di una negoziazione assistita e si potranno regolare tutti i rapporti economici trai coniugi successivi all’eventuale separazione o divorzio (non quelli relativi alle libertà personali ed affettive).

In presenza di figli minori o affini, rimarrà comunque necessario il vaglio del magistrato.

Dietro il necessario intento di degiurisdizionalizzazione, volto a riossigenare i tribunali sovraccarichi, si prospetta il triste epilogo di un già ormai residuale romanticismo italiano.

Non ci sono più le serenate e le fuitine improvvisate di una volta!

Tutto è destinato ad essere meticolosamente, strategicamente, romanticamente calcolato!

Letizia Dematteis

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