Spegni quello stereo!

Caso tipico: i genitori vanno via per il weekend e i figli organizzano una festa a casa con amici. Non è una vera festa se ad una certa ora non si sente bussare con una scopa sulla parete che divide l’appartamento in cui ci si trova con quello del famigerato vicino di casa. Per non parlare poi dei bambini che a mezzanotte giocano ancora a correre per il corridoio gridando o facendo scorrere delle pesanti biglie sul pavimento disturbano il sonno leggero del condomino del piano di sotto.

La maggior parte delle volte tutte queste situazioni finiscono o con la suddetta scopa o alla peggio con il campanello che suona e con il nostro vicino che ci farà una ramanzina in pigiama e ciabatte, ma alle volte potrà succedere che le cose vadano per le lunghe e ciò vuol dire solo una cosa: Tribunale.

Tuttavia alle volte non ci si accontenta del semplice risarcimento del danno che il giudice civile potrebbe anche riconoscere analizzando il caso specifico, bensì si punta in alto e si mira all’art. 659 c.p. il quale prevede che chiunque, mediante schiamazzi o rumori, ovvero abusando di strumenti sonori o di segnalazioni acustiche, ovvero suscitando o non impedendo strepiti di animali, disturba le occupazioni o il riposo delle persone, ovvero gli spettacoli, i ritrovi o i trattenimenti pubblici, è punito con l’arresto fino a tre mesi o con l’ammenda fino a euro 309.

Faccio fatica ad immaginare che una banale lite condominiale possa finire addirittura di fronte al giudice penale, ma può succedere, tuttavia bisogna specificare le opinioni della Cassazione (sì, si è pronunciata anche lei al riguardo): “in relazione a rumori e schiamazzi all’interno di edificio non ricorre il reato di cui all’art. 659 c.p. allorquando i rumori arrechino disturbo ai soli vicini occupanti un appartamento limitrofo, all’interno del quale sono percepiti, e non ad altri soggetti abitanti nel condominio cui è inserita detta abitazione ovvero trovantisi nelle zone circostanti, non producendosi, in tali ipotesi, il disturbo, effettivo o potenziale, della tranquillità di un numero indeterminato di soggetti, ma soltanto di quella di definite persone, sicché il fatto, se del caso, può costituire illecito civile, come tale fonte di risarcimento di danno, ma giammai assurgere a violazione penalmente sanzionabile (Cass. n. 1406/1997; Cass. n. 45616/2013; Cass. n. 23529/2014), anche se in concreto soltanto alcune persone se ne possano lamentare: Cass.. n. 47298/2011”.

In particolare il reato è stato ritenuto configurato nella condotta di un condomino particolarmente indisciplinato che teneva il volume della televisione troppo alto, producendo una tale quantità di rumore che permetteva di essere sentito fino in strada data anche la tarda ora della notte. Invece non si è configurato il reato nel caso dei bambini che giocavano con le biglie disturbando il sonno dell’inquilino del piano inferiore, proprio perché il disturbo qui arrecato è limitato solo all’inquilino di un appartamento limitrofo e, quindi, qua ci saranno gli estremi solo di un risarcimento in sede civile accertata la natura del comportamento e le modalità di queste.

In più con queste sentenze la Cassazione ha tenuto a specificare anche che le delibere condominiali adottate in contrasto con un diritto soggettivo di uno dei condomini sono irrimediabilmente nulle: si pensi al caso del condomino costretto a subire il passaggio di motoveicoli a motore acceso sotto la sua finestra che violerebbero il diritto alla salute dell’occupante l’abitazione per l’elevato livello di smog ed inquinamento che si verrebbe a prodursi.

E adesso: “shhhh, abbassate il volume!”

 

Alberto Lanzetti

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