Concorsisti in viaggio.

Il concorsone si avvia l’8 Maggio. L’ansia per affrontarlo no. Quella prende vita molto prima, quando al 3 di Aprile si scopre il calendario. Allora giù a prenotare voli, aerei, treni. I più caparbi azzardano l’auto. I più fortunati sono di Roma e dintorni.

Chi sono i candidati che partecipano al concorsone? Nonostante per partecipare fosse sufficiente possedere il diploma di scuola superiore, il 53% delle candidature è arrivato da laureati. Le donne sono il 61%, il 68% è originario del Sud Italia, un concorso che quindi viene preso d’assalto dalle fasce più deboli della società italiana: le donne, i meridionali ed i laureati.

I costi del concorso, scrive il ministero, «sono stati contenuti in circa 15 euro a candidato». Ma quanto è costato il concorso ad ogni candidato? Qui le differenze sono ovviamente estreme: siamo partiti da Torino.

Il costo del trasporto col gran numero di partecipanti lievita velocemente, il viaggio in treno è lungo e costoso, seppur fattibile con i tempi, e optiamo per l’aereo. Un centinaio di euro tra andata e ritorno, ma questo ed altro per provare un assalto al concorsone. Il successo si paga, d’altronde si sa: chi non risica, non rosica.

Un’oretta di viaggio e siamo a Roma. La sede d’esame è la Fiera di Roma, a soli 9km dall’aeroporto Fiumicino. In treno sono soli otto minuti di percorrenza! Sembra perfetto, il costo di certo non potrà essere elevato. Invece no. Il biglietto del regionale, a fronte della brevissima distanza ha un costo di 8€. In pratica un comodissimo viaggio in treno alla modica cifra di 1€/minuto. Poco male.

Si giunge finalmente presso la sede d’esame. Lo spettacolo è esilarante. Appena usciti dalla limitrofa stazione, infatti, per prima cosa ci si imbatte nel “porchettaro”. In effetti è un tocco di romanità necessario, soprattutto data la collocazione della Fiera di Roma: è una vera cattedrale nel deserto. Non un bar, non un ristorante, non un bagno. Il ministero per tanto si attrezza installando sei bagni chimici d’uso promiscuo, ai quali, per motivi apparentemente sconosciuti, vengono addossati grossi sacconi della nettezza urbana. Nell’intorno solo vaste lande di graminacee e forasacchi.

E poi ci sono loro. I “candidati”. Migliaia di miglia di persone, in numero eccezionalmente reso sovrabbondante dalla concomitanza di tre fattori: l’arrivo dei candidati del turno delle 14:30, l’uscita di quelli del turno mattutino e la tipica costante presenza di cerchie di familiari degli uni degli altri che, come fan sfegatati, seguono la loro squadra del cuore in trasferta. I candidati si accomodano alla meno peggio, con in una mano i fogli da cui ripassano fino all’ultimo, nell’altra il panino con la porchetta, seduti su un terroso cartone che qualche altro candidato aveva usato come giaciglio durante il turno d’esame precedente.

Ad un tratto qualcosa si muove, qualcuno grida: “Si entra!”. Il momento è davvero giunto. Il concorsone ha inizio.

Salvatore VergoneIMG_20170524_124201_HDR

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