PATETICHE MANIE DI GRANDEZZA

Uno dei poteri da sempre più pericolosi e striscianti è quello del condizionamento.

Condizionare in modo subdolo qualcuno significa privarlo della propria libertà; significa annullare le abitudini, la quotidianità, la vita degli individui.

Sabato 3 giugno, ore 22. Questo potere trova massima espressione a Torino.

Una serata di festa in P.zza San Carlo a Torino, tutti a strada per vedere la partita, non importa se per tifare a favore o contro!

È il 64’: c’è una vittoria, ma non è sportiva.

Vince il terrorismo. In un modo ancora più violento e angosciante: senza muovere un dito.

È amaro il binomio vittoria-terrorismo. D’altronde lo è qualsiasi parola affiancata a un sinonimo di sangue, cinismo, stupidità, paura.

Persone e vite calpestate. Letteralmente.

Vorrei sputare in faccia agli autori di questo terrore, indifferenza.

Eppure un terrorismo che ormai non ha più bisogno di essere attivo e che anche passivamente riesce a provocare stragi, mi smentirebbe.

Disgusto, disprezzo, compassione.

Sono certamente espressioni meno nobili ed eleganti, ma l’eleganza è sopravvalutata e la superiorità si afferma anche con la consapevolezza, il coraggio e la forza di ammettere, riconoscere ed affermare i nostri veri sentimenti, senza tacerli per paura di dare soddisfazione. Non lasciamoci condizionare anche nel diritto di sfogarci.

Siamo schifati, impauriti, incazzati e siamo incredibilmente umanamente uniti tra di noi.

Vogliono dividerci? Stanno ottenendo l’opposto. Il male condiviso unisce.

Vogliono riempirci d’odio? Abbiamo il cuore completamente dedicato ai cari che abbiamo perso, per sprecarne anche solo un millimetro per chi ce li ha portati via.

Li gratifica il potere di condizionare le nostre vite? In parte ci riescono, vero. Ma che magra soddisfazione, se il prezzo è rinunciare alla loro stessa vita e lasciarla condizionare da un arido e poco divertente Risiko.

Pretendono d’inculcarci il loro pensiero? Sottovalutano la libertà delle anime e della mente.

Si pensano onnipotenti? È la nostra garanzia della loro demenza. La storia ha già conosciuto scellerati visionari che, in nome di una smodata, insensata, presuntuosa e stupida smania di potere, hanno cercato di sterminare popoli, tradizioni e culture. Hanno costretto al coprifuoco; hanno annullato la libertà di parola; hanno inscenato orrori spregevoli; hanno provocato dolori e tragedie inestimabili.

Sono destinati a perdere e a essere ricordati come dei poveri patetici pazzi, e ancora non lo sanno.

Peccheremmo in scortesia ed in onestà intellettuale a non farglielo sapere.

 

Letizia Dematteis

 

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