Riforma Gelli: come cambia la responsabilità di medici e infermieri.

Il 28 febbraio 2017 il Parlamento ha approvato definitivamente il testo del disegno di legge C-259 (che prenderà il nome convenzionale di Legge Gelli) recante “disposizioni in materia di sicurezza delle cure e della persona assistita, nonché in materia di responsabilità professionale degli esercenti le professioni sanitarie”, un disegno di legge molto importante perché riforma completamente la responsabilità professionale, sia penale che civile, di tutti coloro che lavorano in strutture sanitarie sia pubbliche che private.

La Legge Gelli si pone come soluzione ad annosi problemi del comparto sanità. Infatti, come vedremo di seguito, oltre a garantire delle nuove forme di tutela per il medico, introduce delle vie più rapide e sicure per i pazienti che devono ottenere un risarcimento per i danni causati dalla sanità.

La prima novità riguarda la nascita del Garante per il diritto alla salute, una figura a cui i cittadini potranno rivolgersi per segnalare eventuali malfunzionamenti nel sistema sanitario. Ciò dovrebbe risolvere le lacune riscontrate nell’attuale sistema di monitoraggio dei Livelli essenziali di assistenza. Inoltre, in ogni regione verrà istituito il Centro per la gestione del rischio sanitario e della sicurezza del paziente, il cui obiettivo sarà quello di raccogliere i dati sui rischi ed eventi negativi circa le cause, la frequenza e i costi del contenzioso. I dati sorti dall’analisi saranno poi inviati all’Osservatorio nazionale delle buone pratiche sulla sicurezza nella sanità, organo che si occuperà del monitoraggio costante delle pratiche e degli eventuali errori nel Servizio Sanitario Nazionale e dell’elaborazione di progetti per la sicurezza delle cure e la formazione del personale.

Quanto alla responsabilità penale, la legge prevede ora che se il medico, per imperizia, provocasse un danno a un paziente non sarebbe punibile penalmente qualora avesse rispettato le linee guida o le buone pratiche assistenziali.

Quindi, l’errore del medico causato dalla sua mancanza di abilità o di preparazione specifica verrà punito penalmente solo in caso di colpa grave. L’art. 6 della Legge Gelli, riguardante la “responsabilità colposa per morte o lesioni personali in ambito sanitario” elenca i fattori che escludono la colpa grave:

È esclusa la colpa grave quando, salve le rilevanti specificità del caso concreto, sono rispettate le buone pratiche clinico-assistenziali e le raccomandazioni previste dalle linee guida come definite e pubblicate ai sensi di legge”.

Il risultato è che al medico potranno essere contestati solamente i reati come omicidio colposo e lesioni personali, mentre al di fuori di queste due casistiche, lo stesso, verrà sollevato da qualsiasi responsabilità qualora dimostri di aver rispettato le linee guida pubblicate dall’Istituto Superiore di Sanità.

La riforma Gelli cambia anche la responsabilità civile del medico, la quale diventa di natura extracontrattuale. Spetterà quindi al paziente che ritiene di aver subito il danno dimostrare che la colpa è del medico che l’ha curato.

Per la struttura ospedaliera, invece, la responsabilità civile resta di tipo contrattuale, lasciando a questa l’onere di dover dimostrare di non essere responsabile.

Se nel primo caso l’onere della prova spetta al paziente, nel secondo è dell’ospedale o della Asl. In questo modo il paziente che vuole ottenere un risarcimento è incentivato a rifarsi prima sul soggetto economicamente più solido, ovvero la struttura pubblica. Per il medico privato, invece, la responsabilità resta di tipo contrattuale stante il differente tipo di negozio giuridico che interviene col paziente.

Il termine per la prescrizione di 10 anni inizia a decorrere dal momento in cui il paziente è venuto a conoscenza della riferibilità del danno subito al comportamento colposo del medico mentre il risarcimento per il paziente verrà stabilito in base alle tabelle sul danno biologico, che saranno contenute nel cd. disegno di legge “Concorrenza”.

Per ciò che attiene i contenziosi, la legge Gelli, all’art. 8, introduce delle novità tra le quali l’obbligo di instaurare un tentativo di conciliazione a carico di chi voglia esercitare in giudizio un’azione risarcitoria. Alla conciliazione devono partecipare entrambe le parti supportate dalle rispettive compagnie di assicurazioni con le quali un consulente tecnico d’ufficio cercherà di addivenire ad un accordo in base alle perizie. La domanda giudiziale sarà proponibile solo qualora la conciliazione fallisse o non si concludesse nel termine di 6 mesi.

In fine con gli artt. 10 e 11, vengono introdotti degli obblighi assicurativi in capo alle strutture e agli esercenti professioni sanitarie al fine di rendere effettiva l’eventuale condanna al risarcimento dei danni causati ai pazienti.

Per prima cosa è previsto l’obbligo di assicurazione per la responsabilità contrattuale (derivante dagli artt. 1218 e 1228 cc.) a carico delle strutture sanitarie pubbliche e private, verso terzi e prestatori d’opera, anche per i danni cagionati dal personale operante a qualsiasi titolo presso le strutture medesime.

Il secondo obbligo è quello in capo alle strutture di cui sopra di stipulare un’altra assicurazione per la responsabilità extracontrattuale verso terzi degli esercenti le professioni sanitarie per il caso in cui il danneggiato proponga azione di risarcimento direttamente contro il professionista.

Infine vi è l’obbligo in capo al professionista sanitario che svolgesse attività al di fuori di una delle sopracitate strutture, o che lavorasse all’interno delle stesse come libero professionista ovvero si avvalesse della struttura nell’adempimento della propria obbligazione contrattuale assunta col paziente, per i rischi derivanti dall’esercizio della stessa attività.

Dott. Mirko Buonasperanza

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