Immigrazione e decreto Minniti-Orlando: cosa cambia nel panorama giuridico.

La Camera dei Deputati ha approvato in via definitiva il 12 aprile scorso il decreto Minniti-Orlando sull’immigrazione. Il decreto porta il nome del ministro dell’interno Marco Minniti e del ministro della giustizia Andrea Orlando e contiene “Disposizioni urgenti per l’accelerazione dei procedimenti in materia di protezione internazionale, nonché misure per il contrasto dell’immigrazione illegale”. Il fine di questo provvedimento deriva, da un lato, dall’esigenza del governo di accelerare le procedure per l’esame dei ricorsi sulle domande d’asilo (che nell’ultimo anno sono aumentati e hanno intasato i tribunali) e, dall’altro, di aumentare il tasso delle espulsioni di migranti irregolari.

Veniamo ora all’analisi del contenuto della riforma:

  1. Vengono istituite 26 sezioni specializzate (tante quante le sedi di Corte d’appello) “in materia di immigrazione, protezione internazionale e libera circolazione dei cittadini dell’Unione europea“. Le sezioni sono competenti in materia di mancato riconoscimento del diritto di soggiorno sul territorio nazionale in favore di cittadini Ue; impugnazione del provvedimento di allontanamento nei confronti di cittadini Ue per motivi di pubblica sicurezza; riconoscimento della protezione internazionale; mancato rilascio, rinnovo o revoca del permesso di soggiorno per motivi umanitari; diniego del nulla osta al ricongiungimento familiare e del permesso di soggiorno per motivi familiari; accertamento dello stato di apolidia e accertamento dello stato di cittadinanza italiana.

  1. Sono previste “misure per la semplificazione e l’efficienza delle procedure davanti alle commissioni territoriali per il riconoscimento della protezione internazionale” e, soprattutto, per la “semplificazione e l’efficienza dei procedimenti giudiziari di riconoscimento dello status di persona internazionalmente protetta”. In concreto, viene disegnato un nuovo modello processuale basato sul cd. “rito camerale” che delimita i casi nei quali si prevede l’udienza orale e riduce da 6 a 4 mesi il termine entro il quale è definito il procedimento “con decreto che rigetta il ricorso” o “riconosce lo status di rifugiato o di persona cui è accordata la protezione sussidiaria”. Venuta meno la possibilità di presentare appello, contro il decreto si può ricorrere solo in Cassazione, entro 30 giorni.

  1. Vengono modificate le norme in materia di notifiche degli atti delle Commissioni territoriali che, nei confronti degli “irreperibili”, si perfezioneranno solo previo deposito, per 20 giorni, presso le questure.

  2. Scompaiono i Cie (Centro di identificazione ed espulsione) che vengono sostituiti dai Cpr (Centro di permanenza per il rimpatrio). La rete delle nuove strutture dovrà essere ampliata, in modo da assicurarne la distribuzione “sull’intero territorio nazionale“. I nuovi Cpr saranno allestiti nei siti e nelle aree esterne ai centri urbani “che risultino più facilmente raggiungibili“, dovranno essere di capienza limitata (un centinaio di posti) e dovranno garantire “condizioni di trattenimento che assicurino l’assoluto rispetto della dignità della persona“. Al Garante dei diritti delle persone detenute o private della libertà personale vengono riconosciuti “tutti i poteri di verifica e di accesso“.

  3. I prefetti, d’intesa con i Comuni interessati, promuovono “ogni iniziativa utile all’implementazione dell’impiego di richiedenti protezione internazionale, su base volontaria, in attività di utilità sociale in favore delle collettività locali“. Sarà anche possibile la predisposizione di progetti “da finanziare con risorse europee destinate al settore dell’immigrazione e dell’asilo“.

  4. Lo straniero che arriva illegalmente in Italia viene condotto “per le esigenze di soccorso e di prima assistenza” presso appositi “punti di crisi” in qui avverranno le operazioni di rilevamento foto-dattiloscopico e segnaletico. Il “rifiuto reiterato” di sottoporsi al rilevamento configurerà “rischio di fuga” ai fini del trattenimento nei centri.

    Il decreto è stato accolto con molte critiche, soprattutto dalle associazioni come Medici senza frontiere ma anche il sindacato Cgil e partiti politici come Radicali italiani e Sinistra italiana hanno affermato che se il problema fosse quello di aumentare i rimpatri sarebbe stato meglio estendere i programmi di rimpatrio volontario mentre se invece questi nuovi centri servissero a recludere surrettiziamente i presunti terroristi in attesa di espulsione allora si starebbe sbagliando perché i presunti terroristi dovrebbero essere reclusi nelle carceri. Le associazioni per la tutela dei diritti umani denunciano da anni l’inefficacia e la disumanità dei centri di detenzione per i migranti irregolari e il rischio è che si sia cambiato solo il nome mentre il funzionamento non all’altezza degli standard sui diritti umani non venga implementato.

    Molti giuristi hanno sostenuto anche che il decreto Minniti-Orando non è coerente con la Costituzione italiana e con la Convenzione europea sui diritti dell’uomo. In particolare si solleva il dubbio di una violazione dell’art. 111 (diritto a un giusto processo) e dell’art. 24 (diritto di difesa) della Costituzione, e dell’art. 6 della Convenzione europea sui diritti umani (diritto al contraddittorio). I punti più contestati sono l’abolizione del secondo grado di giudizio per i richiedenti asilo e la cancellazione dell’udienza. È stato inoltre criticato il ricorso stesso allo strumento del decreto legge, che dovrebbe essere una misura che si applica solo in condizioni di urgenza, poiché esso verrà applicato sui processi in vigore tra 180 giorni.

 

Dott. Mirko Buonasperanza

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...