REAZIONI ALLA DECISIONE DELLA CONSULTA SULL’ITALICUM: COMMENTI ILLUSTRI DOPO IL SALVATAGGIO DEL PREMIO DI MAGGIORANZA E LA BOCCIATURA DEL BALLOTTAGGIO.

Nello scorso mese di gennaio, la Corte Costituzionale è stata chiamata a pronunciarsi sulla neonata legge elettorale: seguono qui i commenti e le reazioni del panorama politico riguardo tale pronuncia.

«Non ci sono più scuse. La Corte Costituzionale ha tolto il ballottaggio, ma ha lasciato il premio di maggioranza alla lista al 40%. Questo è il nostro obbiettivo per poter governare. Ci presenteremo agli elettori come sempre senza fare alleanze con nessuno, Al voto subito».

Beppe Grillo, leader del Movimento 5 Stelle

«Ho avuto conferma di aver fatto bene,contro il mio partito,a votare contro l’Italicum. Ultimo doloroso atto prima di dimettermi dalla Camera».
Enrico Letta , ex presidente del Consiglio

«Matteo Renzi e Maria Elena Boschi, la legge che “doveva copiarci mezza Europa” è in gran parte incostituzionale. Vergognatevi e ritiratevi».
Alessandro Di Battista, deputato del Movimento 5 stelle

«I gruppi parlamentari dovranno adesso confrontarsi su come procedere, verificare la volontà politica».
Laura Boldrini, presidente della Camera

«`Legge elettorale subito applicabile´ dice la Consulta. Non ci sono più scuse: parola agli italiani!! Al voto subito».
Matteo Salvini, segretario della Lega Nord

«Il Parlamento si deve esprimere sulla legge elettorale. Abbiamo avuto una legge votata con la fiducia, ora c’è la Consulta… E il Parlamento che fa? Una valutazione dovrà farla o no? Altrimenti andiamo tutti a casa…».
Pier Luigi Bersani, deputato ed ex segretario del Pd

«La Consulta si è espressa, ora è necessario fare una legge elettorale per il Senato analoga a quella della Camera».
Maurizio Gasparri, senatore di Forza Italia

«Si sono create le condizioni per andare a votare subito». «Noi rilanciamo con forza la possibilità di convergere sul Mattarellum. Non è una questione di tempo, serve una disponibilità politica vera. Noi restiamo sul Mattarellum, altrimenti c’è il `Consultellum´. Non c’è stata una bocciatura dell’Italicum, l’impianto resta».
Ettore Rosato, capogruppo del Pd alla Camera

«Questa sentenza che riguarda l’Italicum porta sì ad un sistema elettorale direttamente applicabile ma in divergenza dal sistema del Senato. Abbiamo ad oggi due sistemi elettorali divergenti quindi serve un passaggio parlamentare molto impegnativo per ottemperare al monito di Mattarella in modo da poter andare alle elezioni con sistemi coerenti come appunto chiede il Presidente della Repubblica. Dopo le motivazioni, che arriveranno tra un mese, il Parlamento si mettera’ al lavoro per omogeneizzare i due sistemi che pur essendo singolarmente applicabili non lo sono insieme».
Renato Brunetta, capogruppo alla Camera di Forza Italia

«Ora che abbiamo anche una legge elettorale non ci sono più scuse: sabato 28 gennaio tutti in piazza a Roma per chiedere elezioni subito».
Giorgia Meloni, presidente di Fratelli d’Italia

«Come è evidente a tutti la sentenza della Corte Costituzionale, che leggeremo con attenzione, boccia la legge elettorale che secondo Renzi ci avrebbero copiato in tutta Europa. Dopo la riforma Costituzionale cancellata dal 60 per cento degli elettori adesso anche l’Italicum in larga parte salta. Cosa resta di questi mille giorni di Governo Renzi? Praticamente nulla. Ora si incardini subito nuova legge elettorale in Parlamento».
Arturo Scotto, capogruppo dei deputati di Sinistra Italiana

«L’impianto dell’Italicum resta. Il Pd non ha paura del voto. Se c’è la volontà di discutere sul Mattarellum bene altrimenti c’è la possibilità di andare a votare. Le due leggi di Camera e senato sono omogenee e immediatamente applicabili. Basta non perdere tempo, noi non siamo disponibili a meline».
Lorenzo Guerini, vice segretario del Pd

«Io dico che noi siamo gli unici che possono chiedere agli italiani il 40%. Perché gli altri hanno distrutto il Paese in tutti questi anni e quindi alle prossime elezioni la scelta è tra votare per i vecchi partiti o per una nuova opportunità. Oggi finisce la stagione di Renzi con la bocciatura della legge più bella del mondo».
Luigi Di Maio, vice presidente della Camera ed esponente del M5S

«La sentenza della Corte costituzionale, per alcuni aspetti senz’altro prevedibile, lascia inalterato il diritto-dovere del Parlamento di intervenire sull’armonizzazione dei sistemi elettorali esistenti per la Camera e per il Senato. Inoltre, non esclude la possibilità di procedere alla definizione di possibili coalizioni che possano prevedibilmente usufruire del premio di maggioranza. Allo stato attuale appare infatti difficile che un partito possa superare il 40% dei voti in solitudine».
Pier Ferdinando Casini, presidente della Commissione Affari esteri del Senato

«Ora un sistema elettorale c’è. In tempi brevi si verifichi in Parlamento la volontà degli altri partiti di averne uno migliore, e comunque si vada velocemente al voto. La melina è un danno per il Paese».
Andrea Marcucci, senatore del Pd

«Dopo la sentenza della Corte costituzionale, rimane la necessità di una legge elettorale compatibile per Camera e Senato. Il giudizio di oggi non risolve, né avrebbe potuto farlo, la questione centrale che abbiamo di fronte ossia l’armonizzazione dei differenti sistemi elettorali dei due rami del Parlamento».
Altero Matteoli, senatore di Forza Italia

«La Corte Costituzionale ha bocciato l’Italicum. Inascoltati avevamo individuato le criticità e i rischi di incostituzionalità fino al punto, in 24 senatori, di non votare la legge a Palazzo Madama. Avevamo ragione noi e non chi ha testardamente portato il PD e il Governo a questo nuovo fallimento».
Federico Fornaro, senatore della minoranza pd

«Il cuore dell’Italicum è saltato: la nostra battaglia politica contro quella legge, per la quale mi sono dimesso da capogruppo, aveva un fondamento. Ora il Parlamento deve lavorare, nei tempi necessari, per un sistema elettorale che rispetti i due principi di un equilibrio corretto tra rappresentanza e governabilità» e non avere «mai più un Parlamento di nominati».
Roberto Speranza, deputato del Pd

«Al voto subito: mi sembra questo il messaggio della sentenza della Corte Costituzionale. La sentenza è immediatamente applicabile, non ci sono motivi per non andare al voto».
Roberto Maroni, governatore della Lombardia

«Chiedo l’immediata convocazione del tavolo del centrodestra dopo la solenne bocciatura dell’Italicum per verificare se esiste la volontà comune di dare agli italiani la possibilità di votare quanto prima».
Ignazio La Russa, deputato di Fratelli d’Italia

«Ora abbiamo leggi compatibili alla Camera e al Senato. La sentenza della Consulta è ottima».

Stefano Esposito, senatore del Pd

«Una volta tanto bisogna fare un apprezzamento alla Corte Costituzionale che ha fatto una bella sentenza di sostanziale modifica dell’Italicum. Innanzitutto la sentenza è autoapplicativa per cui si può andare a votare subito, poi è stato evitato il ritorno al proporzionale con la conferma del premio di maggioranza, infine abolendo la possibilità di scelta dei capi lista bloccati si dà un colpo di piccone alla logica delle liste bloccate. Quindi andiamo a votare subito con questa legge e costruiamo finalmente un centrodestra sovranista e veramente unito».
Gianni Alemanno, esponente di Azione Nazionale

«La sentenza della Consulta è arrivata. Benvenuto Legalicum! Ora estendiamolo al Senato e andiamo al voto subito. Renzi ha fatto due riforme: una bocciata da 20 milioni di italiani, l’altra dalla Consulta. Un disastro totale! Unico rimedio: al voto subito!».

Danilo Toninelli, deputato del M5S

«Il presidente della Repubblica ha perfettamente ragione. Dobbiamo avere due sistemi elettorali omogenei per Camera e Senato. Il Parlamento deve legiferare per rendere omogenei due sistemi al momento strabiliante, impossibili da far convivere».
Michele Emiliano, governatore della Puglia

«La sentenza della Corte ha dichiarato incostituzionale il ballottaggio e ha lasciato il premio di maggioranza. Non ha risolto, e non poteva farlo, l’omogeneità dei sistemi elettorali fra Camera e Senato richiesta anche dal Presidente della Repubblica che dovrà essere realizzata attraverso il lavoro del Parlamento».
Fabrizio Cicchitto, deputato di Area popolare

«Dopo la sentenza della Consulta tocca ora al Parlamento armonizzare le leggi elettorali di Camera e Senato. Poi subito al voto».
Deborah Bergamini, deputato di Forza Italia

«A dispetto delle polemiche e delle accuse infondate la verità è che l’Italicum ha superato il vaglio della Consulta, su tutti i principali punti in discussione, tranne che sul ballottaggio, come era logico aspettarsi dopo l’esito del referendum del 4 dicembre scorso. La Consulta ha invece dichiarato legittimi nell’ordine: il premio di maggioranza alla lista, i cento collegi, i candidati capilista di collegio,finanche le candidature plurime che non erano una nostra proposta ma di chi, come il centro destra, la legge l’ha votata».

Emanuele Fiano, deputato e responsabile delle riforme istituzionali del Pd

«Il fatto positivo è che ora c’è una legge elettorale che, consentendo di andare a votare, impone a tutti i partiti di trovare un accordo rapido per una legge migliore in termini di omogeneità tra le due Camere e governabilità. Il fatto negativo sarebbe nemmeno provarci e correre al voto per ripristinare con certezza matematica una situazione ancora più frammentaria del 2013».
Enrico Zanetti, segretario di Scelta Civica

«La Consulta ha dichiarato incostituzionale l’Italicum in vari punti. Quella che secondo Renzi e la Boschi doveva essere la migliore legge elettorale in Europa (che addirittura altri Paesi ci avrebbero dovuto copiare!) è stata smantellata oggi dalla Corte Costituzionale. L’ennesima bocciatura per l’operato dell’ex premier e della sua maggioranza dopo il no alla riforma costituzionale detto a gran voce a dicembre dai cittadini italiani. Ora la strada è segnata: si vada al voto il prima possibile».
Roberto Fico, deputato del M5S

«Rilevo che i capisaldi della legge elettorale sono stati confermati dalla Consulta a dispetto di tante polemiche avanzate in questi mesi. La bocciatura della riforma costituzionale nel dicembre scorso ha inevitabilmente portato a una nuova riflessione sul ballottaggio. Il resto della legge invece viene validato costituzionalmente in modo definitivo. Ritengo infine assai rilevante che la Consulta abbia confermato l’immediata applicabilità».
Maurizio Martina, ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali

«Bisogna andare subito al voto. Non ci sono più scuse. Ora non si inizi a parlare di ritocchi della legge elettorale. È troppo comodo affermare ”voto subito” e poi iniziare a prendere tempo dicendo di volere mettere mano alla legge elettorale».
Massimiliano Fedriga, presidente dei deputati della Lega Nord

 

Fabrizio Albero Morabito

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