Il mio nome è Legame, Giacomo Legame!

Selezioni alla Bicocca: l’Intelligence cerca agenti segreti. Marco Minniti, Ministro dell’Interno: «cerchiamo studenti per analisi e operazioni di altissimo livello, in particolare sulla cyber sicurezza». Nel 2013 vennero assunti 100 aspiranti spie.

Assoluto riserbo davanti ai segreti. Acume. Coraggio. Empatia per sfruttare ogni possibile fonte di informazioni. E grande stabilità emotiva. Quella che serve per vivere sotto copertura, senza dire neppure alla famiglia cosa fai. «Chi svolge un buon lavoro da noi non verrà mai lodato in pubblico o a casa, nessuno conoscerà la sua attività. Non è un mestiere adatto a quelli cui piace mettersi in mostra».

AAA cercasi spie: e l’Intelligence li trova nelle università d’Italia. Lo scorso 15 novembre 2016 i vertici dei Servizi segreti erano alla Bicocca di Milano e in contemporanea usciva, dopo tre anni, il nuovo bando online per le assunzioni. All’ultimo, nel 2013, risposero in 8 mila. Da allora cento giovani sono stati assunti nel Comparto, dopo durissime selezioni. «Per le attività più operative abbiamo i canali di recruiting tradizionali, l’esercito e le forze di polizia — spiega Marco Minniti, Ministro dell’Interno — qui invece, servono, più di tutti, esperti in informatica. Ma anche psicologi, analisti del comportamento, esperti di culture (non solo lingue) lontane. Nessun corso di studi è avvantaggiato rispetto ad un altro. «Nella nuova realtà fluida dove è sempre più labile il confine tra bene e male, bisogna interpretare e capire chi abbiamo di fronte. Il nemico cambia veloce e in Rete lancia segnali, è cruciale anticipare l’attimo in cui si sta trasformando in una minaccia per il Paese». Le energie a quel punto convergono nello sforzo di prevenire attacchi o tensioni.

«Non esistono orari d’ufficio, sono possibili missioni lontane per andare ad intercettare subito interconnessioni internazionali». È una formazione permanente, quella di chi si immerge in questo lavoro. Diventa la vita. «Abbiamo ragazzi eccellenti in tutti i campi, molto specializzati, con un fortissimo senso delle istituzioni», dice Paolo Scotto di Castelbianco, direttore della Scuola accessibile solo agli arruolati dal Comparto e frequentata da varie centinaia di agenti. Indossa un loden con mantellina, ha l’aria da studioso. Somiglia a Sherlock Holmes o Alan Turing, più che a James Bond: «Anche i nostri allievi», sorride lui. Nove su dieci sono laureati con master, per lo più sotto i 40 anni: quel limite d’età può essere superato solo in casi particolari. Mandato il curriculum a sicurezzanazionale.gov.it, chi è selezionato deve affrontare a Roma una istruttoria che include visite mediche di idoneità psico-fisica, test sull’affidabilità di fronte a notizie riservate, verifica dei requisiti culturali e scientifici. Gli ammessi vanno poi al campus: «Il corso di studi è personalizzato, non ha una durata fissa. I ragazzi devono imparare l’adrenalina intellettuale che serve a questo mestiere».

Poco a poco vengono assegnati gli incarichi. «Uffici di sicurezza appositi aiutano a costruire coperture adatte e trovare un equilibrio tra la riservatezza necessaria e le cose da dire a familiari e amici». Ricerche, analisi, enigmi da risolvere, con un continuo risvolto pratico sul campo: questa è la vita degli «analisti speciali». Fonte aperta di studio è il web, «con software e strumenti ipertecnologici messi a disposizione». Ma resta cruciale anche la strada: «Quello che ti possono dire le persone, spesso non si trova in Rete». Ogni dettaglio della loro attività è permeato da estremo riserbo. Anche dove sono gli uffici è “RSS”, notizia riservatissima. «L’Intelligence è il cuore dello Stato nazionale, il suo perimetro è la difesa della democrazia — rimarca Minniti — ha un volto e lo mostriamo nei limiti del possibile, dovendo proteggere chi ogni giorno opera in silenzio per la sicurezza di tutti. Farsi vedere è essenziale per costruire un rapporto di fiducia». L’invito rivolto ai giovani è a prendere contatto con i Servizi segreti. Il che vuol dire nuovi agenti. Ma anche nuove fonti di possibili preziose informazioni.

 

Fabrizio Alberto Morabito

 

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