L’inaspettato riscatto degli studenti universitari

Con la pensione che si ottiene a un’età sempre più avanzata, con un assegno inferiore rispetto agli anni passati, molti pensano a riscattare gli anni di laurea, per avere la possibilità di lasciare il lavoro un po’ prima e con un importo più alto. Riscattando gli anni di laurea, in pratica, si trasformano quegli anni in un periodo di contributi utile ai fini della pensione. Ovviamente il tutto non è gratis, anzi. Vediamo quindi come si fa e a chi conviene.

Si possono riscattare gli anni di laurea se si è conseguito il titolo di studio e negli stessi anni non si percepiva un reddito da lavoro con versamento dei contributi. Non possono essere riscattati inoltre i periodi di iscrizione fuori corso. Nello specifico si possono riscattare: i diplomi universitari (corsi di durata non inferiore a due anni e non superiore a tre); i diplomi di laurea (corsi di durata non inferiore a quattro e non superiore a sei anni); i diplomi di specializzazione che si conseguono successivamente alla Laurea ed al termine di un corso di durata non inferiore a due anni; i dottorati di ricerca i cui corsi sono regolati da specifiche disposizioni di legge; diplomi di laurea specialistica.

Se volete riscattare gli anni di laurea potrete farlo direttamente sul sito dell’Inps, o affidandovi a un intermediario (come un Caf). Sul sito dell’Inps, dopo esservi fatti mandare il Pin, dovrete presentare la domanda di riscatto laurea tramite accesso telematico nella sezione blu dei Servizi Online.

Come detto, il riscatto costa e il costo è proporzionato al proprio reddito. Per questo è consigliabile farlo quando si è giovani e quindi, si presume, si avrà un reddito da lavoro inferiore. Per quanto riguarda gli anni di laurea prima del 1995 il costo del riscatto verrà calcolato secondo la cosiddetta “riserva matematica”, in rapporto a fattori variabili quali l’età, il periodo da riscattare, il sesso e le retribuzioni percepite negli ultimi anni. Per gli anni di laurea post 1995, invece, il riscatto si calcola con l’ aliquota contributiva in vigore alla data di presentazione della domanda di riscatto applicata al reddito da lavoro conseguito. In questo senso la miglior cosa sarebbe fare il riscatto da disoccupati, perché si dovrà pagare il costo minimo previsto.

Se avete ad esempio meno di 35 anni e guadagnate circa 25mila euro l’anno, riscattare la vostra laurea (che certo sarà stata conseguita dopo il 1995) vi costerebbe intorno agli 8.300 euro per ogni anno di riscatto. Quindi 33mila euro per corsi quadriennali e 41.250 per corsi quinquennali. Se lo stesso riscatto lo fate poco prima della pensione, quindi a fine carriera, il costo raddoppierebbe per ogni anno di riscatto. Il prezzo del riscatto aumenta se a richiederlo è ad esempio un quadro di una grande azienda, che guadagna 35mila euro l’anno: ogni anno di laurea riscattato costerebbe circa 12mila euro, costo raddoppiato se la richiesta di riscatto si fa a fine carriera.

Il riscatto degli anni di laurea si paga con appositi bollettini Mav inviati dall’Inps e che possono essere pagati in banca o all’ufficio postale. Si può pagare in un’unica soluzione o in 120 rate mensili senza interessi. Il mancato pagamento dell’importo in unica soluzione o del versamento della prima rata è considerato come rinuncia alla domanda, che viene archiviata dall’Inps, ma si può ripresentare.

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