IL PEDONE HA SEMPRE RAGIONE?

Tutti conoscono il detto ‘il pedone ha sempre ragione’. Esso fa parte della coscienza popolare che fonda la sua legittimazione su uno status del soggetto il quale, nel momento in cui attraversa la strada, indipendentemente dalla situazione, lo vede sempre in posizione favorevole.

Il Codice della Strada, attualmente in vigore, dedica alla questione due importanti disposizioni che perimetrano i casi in cui tale presunzione può essere vinta, sulla base dell’art. 1227 c.p.c., ossia allorché il fatto colposo del pedone concorre a cagionare il danno con l’effetto di determinare una diminuzione del risarcimento commisurato alla gravità della colpa ed all’entità delle conseguenze derivatene. Dunque ben può essere che il passante che attraversa la strada non abbia ragione perché lo fa in modo tale da rendersi un ostacolo improvviso e inevitabile anche per il più prudente conducente.
L’art. 190 Cod. Strada., prescrive, nel dettare gli obblighi in capo ai pedoni, che gli stessi, per attraversare la carreggiata, devono servirsi degli appositi attraversamenti pedonali e, quando questi non esistano o distano più di cento metri dal punto di attraversamento, possono attraversare la carreggiata solo in senso perpendicolare, con l’attenzione necessaria ad evitare situazioni di pericolo per sé o per altri. Dunque risulta vietato l’attraversamento diagonale da parte del pedone.

COME DEVE COMPORTARSI L’AUTOMOBILISTA?

Esso ha l’obbligo di prevedere anche le condotte negligenti dei passanti che potrebbero attraversare la strada senza guardare e fuori dalle strisce: questo significa che deve non solo rispettare i limiti di velocità, ma anche utilizzare un’ulteriore prudenza sulla base del tipo di strada, traffico ecc; ma l’art 191 C.d.S., prescrive che quando i pedoni transitano sugli attraversamenti pedonali, in zone dove il traffico non è regolato da agenti o semafori, essi devono fermarsi o dare la precedenza nel momento in cui i pedoni stessi si accingono ad attraversare detti attraversamenti pedonali.

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Questo è un tema importante, molto sentito nella coscienza sociale soprattutto relativamente ai molteplici incidenti. Fondamentale risulta considerare il fatto che anche il pedone è utente della strada e, come tale, deve tenere un comportamento ed una condotta tale.

La Cassazione del 18/06/2015 n° 12595 ci offre uno spunto per fare il punto della situazione: il caso è di un pedone che, secondo la ricostruzione della dinamica effettuata dal Giudice del merito, nel momento dell’investimento, stava attraversando la strada (non illuminata) non sulle strisce pedonali ma tagliandola. Poiché obbligato a dare la precedenza, si pose, al contrario, quale ostacolo imprevisto ed imprevedibile per l’automobilista del quale, per l’effetto, è stata esclusa qualsivoglia responsabilità dell’incidente, non potendo ragionevolmente avvedersi in tempo del pedone ed anche evitarne il “contatto fatale”, addebitata interamente al pedone.

In definitiva, solo nel caso in cui il conducente si sia trovato, per motivi estranei agli obblighi di diligenza sullo stesso gravanti, nella obiettiva impossibilità di avvistare il pedone e di osservarne comunque ed in tempo i suoi movimenti, rapidi, inattesi ed imprevedibili, l’incidente potrebbe casualmente ricondursi alla condotta di quest’ultimo in modo esclusivo o concorrente con quella del primo.

MA SE IL PEDONE ATTRAVERSA SULLE STRISCE?

L’obbligo è del conducente di osservare la massima prudenza e di mantenere una velocità particolarmente moderata in corrispondenza degli attraversamenti pedonali segnalati con le strisce zebrate, in modo tale da permettere al pedone l’esercizio del diritto di precedenza su tali attraversamenti. Con la conseguenza che deve escludersi un concorso di colpa del pedone investito sulle strisce pedonali attraversate dal medesimo frettolosamente e senza guardare (v. Cass. 20949/2009; Cass. 5540/2011). In particolare, secondo i Giudici infatti “il pedone che si accinge ad attraversare la strada sulle strisce pedonali non è tenuto a verificare che il conducente in transito mostrino o meno l’intenzione di rallentare e di lasciarlo passare, potendo egli fare un ragionevole affidamento agli obblighi di cautela gravanti sui conducenti” i quali debbono comunque arrestarsi in prossimità delle strisce pedonali assumendo su di loro il rischio di incidenti anche nei confronti di chi voglia avventurarsi nel traffico metropolitano seppur lo fa con la “testa fra le nuvole”.

Possiamo concludere sottolineando che il pedone ha sì ragione se attraversa sulle strisce altrimenti la presunzione generale crolla.

Nicola Galea

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