ADDIO GUARDIE FORESTALI

Signori, buona fortuna. Evviva il Corpo forestale”. Con queste parole del comandante della scuola forestale di Sabaudia, Alessandro Bettosi, poco prima dell’ammainabandiera nel cortile d’onore della caserma, il pomeriggio dello scorso 31 dicembre alle 18 si è svolta l’ultima cerimonia del Corpo forestale dello Stato. Nella struttura in provincia di Latina, aperta nel 1962 per affiancare quella di Cittaducale e ospitata nell’edificio razionalista frutto del genio dell’architetto Frezzotti, si sono riuniti alcuni forestali con le loro famiglie. Con le lacrime agli occhi, uomini e donne del Corpo forestale dello Stato, nell’ultimo giorno dell’anno e l’ultimo di vita di un corpo con quasi due secoli di storia, hanno così voluto rendere omaggio alla divisa che sinora li ha portati a lottare in difesa dell’ambiente italiano. Dal primo gennaio diventeranno parte dell’Arma dei Carabinieri, come disposto dal decreto legislativo entrato in vigore il 13 settembre scorso (D. lgs. 213). Una piccola parte di loro confluirà inoltre nei ruoli dei Vigili del fuoco, della Polizia e della Guardia di finanza. A Sabaudia, dove la presenza del corpo è parte della stessa città, tanto che la scuola ha sede in via dei Forestali, schierati durante l’ammainabandiera hanno intonato l’inno d’Italia e ripiegato per l’ultima volta il loro vessillo. Si volta pagina.

La pubblica sicurezza è affidata in Italia a 305 mila agenti divisi in cinque differenti corpi: Carabinieri (105 mila), Polizia (95 mila), Guardia di finanza (60mila), Polizia penitenziaria (38 mila), Corpo forestale dello Stato (settemila). Gli organici sono in continuo calo, dopo i tagli degli ultimi anni: polizia e carabinieri hanno subito una sforbiciata di 15 mila effettivi a testa in poco tempo.

Nonostante ciò, l’Italia rimane tra i primi Paesi europei per numero complessivo di agenti. Gli spazi per una razionalizzazione delle forze in campo non mancano. La polizia fa capo al ministero dell’Interno, così come i carabinieri per quanto riguarda l’attività di ordine pubblico. Ma l’Arma è un corpo militare, che dipende quindi direttamente dal ministero della Difesa.

La Guardia di finanza è incardinata sotto il ministero dell’Economia, ma fa sempre riferimento alla ministero dell’Interno per l’ordine pubblico. La polizia penitenziaria dipende dal ministero della Giustizia, mentre il Corpo forestale da quello delle Politiche agricole. Un notevole intreccio di competenze, dipendenze e attività, dunque. Senza contare la polizia provinciale e la polizia municipale.

Nel corso degli anni, in tanti hanno provato a mettere mano all’intricato sistema di sicurezza nazionale, ipotizzando anche soppressioni ed accorpamenti, ma le iniziative non hanno avuto esito. Non è infatti facile in Italia depennare istituzioni che hanno una storia secolare: proprio quest’anno, ad esempio, i Carabinieri hanno festeggiato con solenni cerimonie i 200 anni di vita. La polizia ha spento 162 candeline. Il Corpo forestale e’ stato fondato nel 1872, la penitenziaria ha le sue origini nel 1817. Le resistenze degli apparati sono sempre state enormi.

Fabrizio Alberto Morabito

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