L’innovazione dell’assenteismo

Siamo in Italia, il paese dove nel momento in cui viene fatta una legge, ecco scoperto l’inganno.

Questa volta, però, il tentativo portato a compimento fa sorridere veramente. Sappiamo che l’assenteismo è punito dal datore di lavoro con il licenziamento del lavoratore resosi colpevole della condotta inadempiente.

Nello specifico è l’art. 55 quater del D.lgs 165/2001 che prevede il licenziamento in caso di falsa attestazione di presenza sul posto di lavoro.

Nel caso specifico il lavoratore ha cercato, appunto, di “ingannare” la legge attestando falsamente la sua presenza sul posto di lavoro, ma non evitando di timbrare il badge al mattino all’arrivo, bensì allontanandosi senza permesso riuscendo ad ingannare le apparecchiature per la vidimazione elettronica del tesserino.

La Corte d’Appello di Napoli ha così respinto il ricorso dell’Inps affermando che l’art. 55 quater D.lgs 165/2001 punisce “l’uso fraudolento delle apparecchiature atte a documentare la presenza sul luogo di lavoro e l’utilizzo alterato di queste ultime non si consuma solo nella commissione di condotte volte ad alterare fisicamente il sistema di rilevazione delle presenze ovvero nel far timbrare il cartellino da altri colleghi, ma anche nell’omessa registrazione dell’uscita dal luogo di lavoro e nell’attestazione non veritiera sulla effettiva presenza sul luogo di lavoro”, come recita la sentenza 25750/2016 Cass. sezione Lavoro.

La “timbratura” risulta essere valida ed efficace solo se nel periodo di tempo tra l’orario di ingresso e quello di uscita il lavoratore è stato effettivamente sul posto di lavoro, altrimenti la timbratura sarà falsa e fraudolenta, perché compiuta per trarre in inganno l’amministrazione di competenza sulle ore di lavoro effettivamente eseguite.

La lotta contro l’assenteismo e i fannulloni continua e se i metodi per risultare non presenti al lavoro cambiano e si innovano, ciò avviene anche dall’altro lato della barricata, ovvero per coloro che l’assenteismo lo devono proprio combattere.

 

 

Alberto Lanzetti

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