Rendere pan per focaccia: rispondere all’evasione fiscale con la rapina!

Un concetto antico è stato recentemente rispolverato nella provincia di Genova: una prostituta, da sempre figura esempio di evasione fiscale, affretta la prestazione sessuale per non perdere il treno, il cliente si arrabbia e, dopo avere preteso inutilmente indietro i soldi pagati per la prestazione, la spintona e la rapina (reato perseguibile ex articolo 628 del codice penale con la reclusione da 3 a 10 anni e la multa da 516 a 2 065 euro).

È successo la notte dello scorso 22 ottobre dietro un distributore di benzina del lungomare di Lavagna (GE) dove si stava consumando il rapporto sessuale fra la donna, 23 anni, e il cliente, 30 anni.

A fare fretta alla donna ed indurla a concludere il rapporto sessuale anzitempo è stata la sorella sopraggiunta all’improvviso nel giaciglio ricavato dietro un cespuglio. Il cliente, un operaio incensurato, ha preteso di riavere i 40 euro pagati in anticipo.

Le due donne hanno detto che non era possibile. Allora l’uomo ha spinto la ventitreenne e l’ha rapinato portandole via la borsa. Quindi è fuggito a piedi. Ma ha fatto poca strada: sul posto è giunta una pattuglia dei carabinieri allertata dalla centrale operativa a cui si erano rivolte le due donne.

L’uomo è stato arrestato per rapina e la borsetta è stata restituita alla proprietaria. L’operaio si è detto vittima di un’ingiustizia: «Quella donna avrebbe dovuto ridarmi i soldi, ma siccome non l’ha fatto io sono stato costretto a prenderle la borsetta».

Un tentativo di fermare l’illegalità con l’illegalità dunque o, molto più semplicemente, di farsi giustizia da sé: l’operaio tuttavia non ha considerato che la prostituta, seppur “in vendita” e non adeguatamente disciplinata dalle leggi italiane, non è un oggetto ma una persona, una persona a cui è bastato ricorre agli uomini del 112 per la giustizia, uomini a cui avrebbe potuto far ricorso anche lui; egli così avrebbe potuto ottenere giustizia o, quantomeno, qualcosa di diverso dal carcere.

Fabrizio Alberto Morabito

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