Telefono o scherzetto?

Siamo ancora in tema di Halloween e non poteva mancare un pezzo giuridico dedicato alla paura.

Sfido chiunque abbia un telefono fisso a non aver mai ricevuto nella propria vita “telefonica” una chiamata da uno sconosciuto, rispondere con il classico “pronto” e non ricevere alcuna risposta, ma sentire il lugubre e tetro respiro di qualcuno dall’altro lato della cornetta. La maggior parte delle volte il tutto si lascia alle spalle con un’imprecazione nei confronti del simpaticone di turno e non ci si pensa più.

Altre volte capita che queste telefonate siano ripetute nel tempo e magari le si riceve quasi con costanza ogni settimana o mese che sia e qui la situazione cambia: non stiamo parlando più di scherzi innocenti. Certe telefonate possono, infatti, spaventare e incutere timore dato che il primo pensiero che potrebbe venire in mente è che qualcuno ci stia spiando, che sappia gli orari in cui noi siamo in casa o cose spaventose del genere.

Tuttavia la giurisprudenza cerca di correre in soccorso delle povere vittime di quello che sembrava un banale scherzo.

Nel caso di specie si trattava di una donna, la quale per mesi ha subito le chiamate, senza risposta vocale, di un uomo che la perseguitava in tutto e per tutto, arrivando a farle suonare il telefono di casa anche nel cuore della notte.

Nel momento in cui la signora è riuscita ad individuare il suo aguzzino lo ha denunciato e la giustizia ha fatto il suo corso.

La sent. della Cassazione n.45547/2016 (del 28 Ottobre) ha affermato che le telefonate ripetute, effettuate dallo stesso soggetto possono ben integrare il delitto di stalking, e in ogni caso il reato di molestie ex art.660 c.p..

Nel caso pratico di cui si è parlato prima non è stato riconosciuto il più grave reato di stalking, proprio perché le telefonate non sono state considerate eccessivamente numerose nel tempo e, quindi, non idonee a creare quello stato di ansia e dolore fisico e psicofisico della vittima; ecco allora il non luogo a procedere per insussistenza del fatto.

Tuttavia, anche se le telefonate non sono state considerate eccessivamente frequenti, sono state considerate, questa volta sì, eccessive numericamente e fanno trapelare un tentativo di molestia (reato punito dal nostro codice penale all’art. 660 c.p.).

Si torna, insomma, alle solite. Quello che nasce come uno scherzo, sempre più spesso finisce poi di fronte ai giudici. Non voglio minimizzare le condotte colpevoli di chi si è macchiato di reati come lo stalking, ma avvertire che dopo Halloween le telefonate per spaventare gli amici potrebbero creare un problema.

 

 

Alberto Lanzetti

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