Questioni di priorità

Questi giorni per la nostra penisola non sono propriamente facili.

Il centro Italia è martoriato da continue scosse di terremoto che, ormai, non fanno più vittime tra la popolazione solo per il fatto che la gente è talmente spaventata dalla scossa di fine Agosto che in casa non ci sta praticamente mai e ora ci staranno, purtroppo, ancora meno. Se non ci sono danni alle persone, ciò non toglie che i danni alle città e ai paesi, nonché ai beni culturali e artistici del luogo non siano pochi, anzi, sono molti e gravi.

In tutto ciò il governo sta cercando di rispondere il più velocemente possibile, fornendo camere d’albergo per chi può o vuole allontanarsi dalla propria casa e nei prossimi giorni, si dice, anche fornendo tende per chi vuole o deve restare in quei luoghi; ricordiamoci che ci sono molti imprenditori agricoli che hanno animali da accudire ed allevare e che non possono abbandonare se non per qualche ora.

I primi calcoli sui costi dei danni sono molto ingenti e, probabilmente, non potranno che salire ora dopo ora.

La prima cosa che è stata annunciata è che il Patto di Stabilità che l’Italia ha assunto nei confronti dell’Europa non sarà un problema e i fondi che dovranno essere utilizzati per permettere la ricostruzione saranno utilizzati senza pensarci troppo –come dare torto a una scelta del genere?-.

Eppure più voci si sono susseguite nelle ultime ore, alcune delle quali affermano, invece, esattamente il contrario di quanto appena detto: ovvero che l’Europa sarebbe indifferente alle difficoltà che stiamo correndo noi Italiani e sarebbe più legata all’asetticità dei calcoli matematici ed economici anche perché in fin dei conti sarebbe anche ora che “i conti tornassero”.

L’Europa, con le sue istituzioni, si è impegnata, però, a dare la sua versione dei fatti.

La portavoce della Commissione Europea Annika Breidthardt ha affermato che l’Europa non specula su certi disastri e non l’ha mai fatto anche in passato: come nelle ipotesi del terremoto dell’Emilia o ancora prima con quello dell’Abruzzo.

Le voci che danno contro all’Europa, questa volta almeno, sarebbero becero populismo, compiuto solo per cercare di creare alternative politiche anche in momenti in cui di politica non si dovrebbe parlare, ma si dovrebbe porre l’attenzione sui problemi dei cittadini.

Anche il Commissario Christos Stylianides ha assicurato come la Commissione, e non solo, rimane pronta ad aiutarci e di come il Centro di Coordinamento delle Risposte di Emergenza della Commissione abbia già consegnato alle autorità italiane trentuno mappe di rilevazione satellitare, ovvero quelle che le erano state richieste.

Una volta tanto bisogna cercare di sperare che veramente i problemi economici possano stare in secondo piano e si possa prima di tutto pensare ai bisogni di un popolo ferito e martoriato.

Per il patto di stabilità ci sarà tempo…

 

 

Alberto Lanzetti

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