IL BICCHIERE DELLA STAFFA NON TI METTE AI FERRI

Il Decreto Legislativo numero 28 del 16 marzo 2015 ha introdotto il nuovo articolo 131bis del codice penale, esso esclude la punibilità per particolare tenuità del fatto.

Ciò significa che nei reati per cui è prevista la pena detentiva non superiore a cinque anni, o la pena pecuniaria, la punibilità è esclusa quando, per le modalità della condotta e per l’esiguità del danno o del pericolo, l’offesa è di particolare tenuità.

Il legislatore, così facendo, ha voluto fornire al giudice penale una via d’uscita legale in presenza di situazioni che, anche se formalmente reati, in realtà risultano irrilevanti ai fini penali; , per chiarire si potrebbe pensare al povero indigente che ruba un panino dal valore di un euro per poter mangiare (o per sfamare i propri figli).
Il legislatore inoltre specifica che tale articolo 131bis non si applica: nel caso in cui il reo sia stato dichiarato delinquente abituale, professionale o per tendenza o abbia commesso più reati della stessa indole, anche se ciascun fatto, isolatamente considerato, fosse stato di particolare tenuità; nel caso in cui si tratti di reati che abbiano ad oggetto condotte plurime, abituali e reiterate e nel caso in cui il reo abbia agito per motivi futili o abietti, con crudeltà, verso un soggetto incapace di difendersi oppure quando dal fatto illecito sono derivate la morte o lesioni gravissime ad una persona.

La Corte di Cassazione non si è fatta attendere nell’interpretare tale articolo 131bis: lo scorso 6 aprile infatti è stata depositata nella cancelleria delle Sezioni Unite Penali la sentenza numero 13682 con cui gli ermellini hanno ritenuto compatibile tale recentissimo istituto con il reato di rifiuto di sottoporsi all’accertamento alcoolimetrico, previsto dall’articolo 186, comma 7, del codice della strada.

Nel caso di specie, datato addirittura 2011, un giovane cosentino era stato fermato dai Carabinieri calabresi per guida in stato di ebbrezza: il reo, dal rapporto delle forze dell’ordine, mostrò i sintomi di un grave stato di alterazione alcoolica e rifiutò di sottoporsi all’alcoltest. Ciò gli è costato (dopo la condanna sia in primo grado che in appello) il rigetto del ricorso da parte della Suprema Corte per l’effettiva mancanza di tenuità del fatto. La Corte ha comunque provveduto ad interpretare la norma nella direzione sopracitata.

In sostanza la nuova disposizione penale enunciata nell’articolo 131bis consente a molti microreati di restare impuniti non senza spese processuali ovviamente perché l’effettiva tenuità del fatto dovrà essere valutata dal giudice.

Per scongiurare le manette quindi si continua a diffidare dal mettersi al volante dopo aver bevuto un bicchiere di troppo.

                                                                                                        Fabrizio Alberto Morabito

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