Azioni vs. Obbligazioni

Lo scandalo di Banca Etruria, Banca delle Marche, CariFerrara e CariChieti del 22 novembre scorso, che ha scatenato la prima fase della “tempesta” finanziaria e mediatica, offre lo spunto per riflettere sia pur brevemente sulla differenza che sussiste tra azioni ed obbligazioni.

Le azioni sono le quote di partecipazione dei soci nella società per azioni. Si tratta in particolare di quote di partecipazioni omogenee e standardizzate, liberamente trasferibili e di regola rappresentate da documenti (i titoli azionari) che circolano secondo la disciplina dei titoli di credito.

Le obbligazioni, invece, tipico strumento che consente alle società per azioni la raccolta di capitale di prestito fra il pubblico, sono titoli di credito nominativi o al portatore che rappresentano frazioni di uguale valore nominale e con uguali diritti di un’unitaria operazioni di finanziamento a titolo di mutuo. I titoli obbligazionari, in altri termini, documentano un credito verso la società.

Alla luce di dette definizioni è quindi netta la distinzione fra questi due strumenti finanziari: infatti mentre l’azione attribuisce la qualità di socio e, quindi, di compartecipe ai risultati positivi e negativi dell’attività di impresa; l’obbligazione, al contrario, attribuisce la qualità di creditore della società. E’ questa la ratio per cui l’obbligazionista, diversamente dall’azionista, non solo ha il diritto ad una remunerazione periodica fissa (c.d. interessi), normativamente svincolata dai risultati economici della società finanziata; ma ha inoltre diritto al rimborso del valore nominale del capitale prestato alla scadenza pattuita. E’ certamente vero che anche l’azionista è titolare, in sede di liquidazione, di un diritto di rimborso del suo apporto ma detto diritto però è subordinato al fatto che residui un attivo netto dopo che sono stati soddisfatti tutti i creditori, compresi gli obbligazionisti. Infine, è bene precisare che la quota di liquidazione può essere uguale, superiore ma anche inferiore al valore nominale del conferimento eseguito.

Bene nella vicenda che ha travolto il suddetto team di Banche ciò che davvero lascia senza fiato è il fatto che non solo gli azionisti ma anche gli obbligazionisti in spregio alla disciplina dettata dal nostro legislatore, nonostante cioè fossero creditori delle banche, hanno visto d’un soffio sfumare i loro investimenti che nella maggior parte dei casi altro non erano che risparmi di una vita. Se è vero che non mancheranno da parte dei creditori “valanghe” class action al fine di recuperare quanto dovuto dal canto suo la Bank Recovery and Resolution Directory punta tutto sul c.d. Bail – in un sistema di ripartizione delle perdite tra azionisti e creditori in modo da ridurre i rischi per i contribuenti. A questo punto non ci resta che attendere e vedere quale sarà l’epilogo della vicenda.

Avv. Alessandra Protani

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