POTARE PER CRESCERE

Il bisogno di depenalizzare è tornato a farsi sentire, non certamente più forte che mai, dato che questi interventi nell’ambito penalistico italiano sono frequenti anche se compiuti con interventi che possono destare alle volte più stupore, alle volte meno. Il 2016 è iniziato, tuttavia, con una riforma “non da poco” in materia. I decreti legislativi 7 e 8 del 15/1/2016 hanno cambiato le carte in tavola in molti ambiti.

Non si può non iniziare ricordando gli interessi contrastanti tra i quali è schiacciato il Bel Paese in materia di depenalizzazione: da un lato la necessità sentita dal nostro legislatore di punire con una sanzione penale tutto ciò che si vuole colpire con durezza (come se una sanzione civile od amministrativa ben calibrata non bastasse) e ciò è riscontrabile dal fatto che in tutte le leggi, o provvedimenti equivalenti, si possono rintracciare le cosiddette “disposizioni penali”. Dallo stesso lato, inoltre, si può notare anche la pressione dell’Europa sull’Italia per quanto riguarda la penalizzazione di molte fattispecie di nuova nascita, le quali con le tempistiche tipiche della nostra macchina legislativa vengono recepite troppo lentamente; dall’altro lato il bisogno sentito periodicamente dai vari governi che si susseguono nello sfoltire la materia penale per cercare di alleggerire i lavori dei vari Giudici di Pace, Tribunali e Corti d’Assise.

Ma quali sono le novità di questi ultimi due decreti legislativi?

Prima di tutto viene prevista l’abrogazione di una serie di reati: falsità in scrittura privata, falsità in foglio firmato in bianco, ingiuria, sottrazione di cose comuni ed appropriazione di cose smarrite, del tesoro o di cose avute per errore o caso fortuito, in più i reati depenalizzati sono 40 e non vi voglio tediare scrivendoveli uno per uno: emergono, però, tra i più curiosi la guida senza patente e la coltivazione di stupefacenti per fini terapeutici. Inoltre tutte le violazioni che erano punite con una multa o con un’ammenda ora vengono puniti con una sanzione amministrativa crescente in base al crescere della vecchia multa o ammenda.

Ma cosa vuol dire “depenalizzare”?

Non è nient’altro che un passaggio di violazioni da un codice all’altro, in questo modo si raggiunge l’obiettivo iniziale del legislatore, ovvero passare una parte del lavoro che era del giudice penale agli altri giudici, nella sostanza civili ed amministrativi.

Con riferimento ai reati trasformati in illeciti amministrativi l’autorità amministrativa si impegna a notificare gli estremi della violazione all’interessato e in più sarà ammissibile il pagamento in misura ridotta (metà della sanzione) entro 90 giorni dall’inizio del procedimento.

Per quanto riguarda i reati trasformati in illeciti civili la punizione viene a dipendere dal fatto che la vittima chieda l’esecuzione di un processo civile, perché senza querela il reato non è procedibile, ergo, il soggetto non sarà punibile.

Il Ministero della Giustizia si impegna a spiegare quali saranno le modalità di liquidazione delle eventuali sanzioni civili ed amministrative.

Per concludere il discorso ci tengo ad affermare che questi decreti hanno colpito quei reati di minore applicazione, che sono stati addirittura abrogati, o quelli che comunque il legislatore riteneva eccessivi prevedere nel codice penale e meritavano di essere depenalizzati. Le sanzioni civili ed amministrative così ideate non si possono comunque definire “leggere” o addirittura “inesistenti”, tutt’altro. Spero in questo modo di avervi avvertiti. Insomma, non credete ai social nei quali nei giorni scorsi si gridava, letteralmente, ad una fantomatica impunità.

 

Alberto Lanzetti

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...