Punitive Damages

I danni punitivi sono una figura di danno presente negli ordinamenti di Common Law: in virtù di una responsabilità extracontrattuale è riconosciuto al danneggiato un risarcimento ulteriore che vada a compensare il danno, se riesce a provare che la condotta del danneggiante è stata caratterizzata da dolo o colpa grave. La finalità di questo istituto sono:

1) punire il colpevole per il suo malevolo comportamento, anche per poter evitare fenomeni di “giustizia privata”, vale a dire vendette non autorizzate; 2) perseguire una finalità pedagogica, tentando di distogliere il colpevole, nonché la collettività, da comportamenti socialmente dannosi, quando la minaccia del solo risarcimento non possa costituire un valido deterrente; 3) ricompensare la parte lesa, oltre al risarcimento, per l’’impegno nell’’affermazione del proprio diritto, che consente un rafforzamento dell’ordine legale; 4) attribuire al danneggiato un compenso superiore all’’importo del risarcimento, quando quest’’ultimo appare inadeguato.

La posizione assunta dalla Corte di Cassazione è totalmente contraria a riconoscere i danni punitivi, ritenendoli in contrasto con l’ordine pubblico nazionale. Vale la pena rinunciare ad un così importante istituto in nome di un ordine pubblico nazionale che costantemente viene ridicolizzato?

Ritengo fortemente che l’importanza di tale istituto vada ravvisata nella possibilità di scongiurare che azioni od omissioni, diverse quanto ad evitabilità e prevedibilità, siano poste sullo stesso piano, nella possibilità per il sistema risarcitorio di segnalare ai cittadini il disvalore di determinate condotte, ma soprattutto nell’evitare che la condanna al risarcimento del danno esprima sanzioni uguali a fronte di condotte di gravità diversa.

Così la R.C. verrebbe a svolgere due ulteriori funzioni, non solo quella risarcitoria: una funzione sociale, per cui la condanna risulta essere la giusta reazione dell’ordinamento ed una funzione deterrente, in quanto si disincentiverebbero i consociati dall’assumere determinati comportamenti riprovevoli.

In Italia si registra una sola causa promossa nella quale sono stati richiesti i danni punitivi e si tratta del disastro occorso alla Thyssenkrupp, nel 2007.

Nicola Galea

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